Gli anni della maturitÓ di Aldo Palazzeschi 2001

di Fausta Samaritani

Nei giorni del "maggio radioso" Palazzeschi interrompe la collaborazione con "Lacerba", perchÚ Papini e Soffici si dichiarano interventisti. Pubblica Due imperi… mancati che Ŕ un atto di accusa contro la guerra, intriso di umanitarismo di tipo cristiano. Negli anni Venti escono le novelle Il re bello e quello scherzo di cattivo genere e fuor di luogo intitolato La Piramide, opera corrosiva e surreale che termina con un inno ironico alla fantasia e alla immaginazione. Palazzeschi ha ormai raggiunto la notorietÓ e le sue poesie sono tradotte in francese, tedesco e inglese. Inaugura la fruttuosa collaborazione con "Il Corriere della Sera" e con la rivista "PŔgaso" diretta da Ugo Ojetti. Sembra ormai superata la sua giovanile esperienza di avanguardista: ripiega su un naturalismo un po’ borghese e raccoglie in Stampe dell’800 (1932) le memorie della sua infanzia qualunque, banale, priva di avvenimenti, giÓ ampiamente raccontata su riviste e su giornali. E’ il suo tempo felice della recherche, tra bozzetto veristico e allusione crepuscolare.

Lo circondai dei particolari del tempo ricostruendone il quadro con una certa dovizia di colore, per modo che il vero argomento vi corre in mezzo come un ruscelletto nascosto tra le fronde.

Il romanzo della maturitÓ Ŕ Sorelle Materassi, storia venata di ironia di due zitelle fiorentine, di professione cucitrici di bianco. Dal racconto fu tratto un film. Teresa e di Carolina sono votate ad un malinconico tramonto, quando la loro vita Ŕ sconvolta dall’arrivo del bellissimo nipote Remo, giovane scapestrato che risveglia in loro la tardiva e irresistibile attrazione per una trasgressione un po’ grottesca e un po’ folle. Palazzeschi definisce il suo romanzo: una vicenda modesta con un po’ di colore. Mino Maccari gli scrive:

Levo il mio calice alla salute delle signore Materassi, ormai assunte nel cielo delle nostre patrie lettere, alla destra di Renzo e Lucia, della Pisana e anche di PerelÓ loro non lontano parente.

Il gusto per il grottesco riemerge ne Il Palio dei buffi (1937). Scrive Palazzeschi:

Buffi sono tutti coloro che per qualche caratteristica, naturale divergenza e varia natura, si dibattano in un disagio fra la generale comunitÓ umana; disagio che assume ad un tempo aspetti di accesa comicitÓ e di cupa tristezza.

In Palazzeschi futurismo, avanguardia e naturalismo funzionano a corrente alternata: rappresentano ancora oggi un rompicapo per la critica.

Gli ultimi anni sono quelli del lungo soggiorno a Roma, dove Palazzeschi si Ŕ trasferito. Coltiva fiori e alberi da frutta, sopra una terrazza affacciata su cupole e tetti. Raccoglie nelle ampie stanze una incredibile collezione di porcellane giapponesi, di francobolli, di mobili e monete. Fiore all’occhiello, sono i dodici splendidi oli di Filippo de Pisis. Gli amici di questa ultima stagione sono Emilio Cecchi, Enrico Falqui, Gianna Manzini, Renato Guttuso, Mario Mafai, i coniugi Bellonci, Giacomo Debenedetti, Corrado Cagli. Negli anni della contestazione giovanile, considerato un classico rimasto in vita, sorride con la consueta vena caustica quando i poeti della neoavanguardia lo chiamano pater. Con un ultimo guizzo di vitalitÓ letteraria pubblica Il buffo integrale (1966) in cui Italo Calvino riconosce un percorso ideale per la propria scrittura, la favola surreale Stefanino (1969), il Doge (1967) e il romanzo Storia di un’amicizia (1971). Muore il 17 agosto 1974, all’Ospedale Fatebenefratelli sull’Isola Tiberina. Esce nel 1988 l’inedito Interrogatorio della contessa Maria, donna che si esprime in una lingua triviale. Con volontÓ testamentaria, Palazzeschi ha destinato tutti i suoi beni alla FacoltÓ di Lettere Italiane dell’UniversitÓ di Firenze. Una mostra didattica sulla vita e l’opera Ŕ visitabile a Firenze, dal 22 febbraio al 31 marzo 2001, al Museo Alberto Della Ragione. Sono in esposizione foto, prime edizioni, riviste e giornali, prime tormentate stesure e pagine poi ricopiate in bella copia, come se chiarezza e semplicitÓ fossero doti naturali in Palazzeschi e non una difficile e sofferta conquista. Sul ricco e documentato catalogo illustrato, a cura di Simone Magherini e Gloria Manghetti, si trovano anche i riferimenti bibliografici di brani qui citati e di quelli citati nell’articolo “Le prime stagioni letterarie di Aldo Palazzeschi”.

Fausta Samaritani

Scherzi di giovent¨ e d’altre etÓ. Album Palazzeschi (1885-1974) a cura di Simone Magherini e Gloria Manghetti. Prefazione di Gino Tellini. Firenze, Pagliai Polistampa, 2001.

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5 Marzo 2001

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