Fuochi Fatui di Camillo Sbarbaro

 

di Fausta Samaritani

La collezione di licheni

 

La casa a Spotorno, in cui Sbarbaro viveva con la sorella, odorava di sottobosco. Nel suo studio c’era una scrivania ottocento, con le gambe a tortiglione e ampi cassetti. Di fronte, una sedia impagliata che perdeva paglia. A lato, una scansia di legno scuro con la raccolta di licheni, amorevolmente stesi ad essiccare sopra larghi fogli di carta spessa. Sbarbaro amava questa espressione della natura, capace di adattarsi sulle rocce e di sopravvivere in condizioni estreme. Oggi la sua straordinaria collezione di licheni è divisa tra Musei e Università americane.

Camillo Sbarbaro raccoglieva frantumi di idee che sezionava ed esprimeva in un linguaggio spoglio; avvertiva un fluire di apparenze, estraniate e staccate da sé; collezionava paesaggi scabri, astratti, inabitabili, fuori del tempo, confortato da un velo di ironia. Le sue intuizioni maturavano lentamente, covate in silenzio, nella sua solitudine di adolescente invecchiato senza diventare adulto. Rifiniva con cura le frasi e la punteggiatura; in uno sforzo di sintesi estrema riduceva la sintassi, come se lo scopo ultimo fosse una definizione esatta, quasi scientifica, e non una pagina letteraria.

La breve consolazione del verso di Camillo Sbarbaro incantò Eugenio Montale che gli dedicò Ossi di seppia. La frantumazione, la polverizzazione delle cose, locchio dello scrittore come specchio di schegge deformate, con un salto generazionale approdò dentro le pagine di Italo Calvino.

L’arco della Liguria, che ripara dai venti del Nord, accoglie le brezze che arrivano dai quadranti meridionali. Sembra che questa circolazione di aria metta le ali anche alla letteratura: Camillo Sbarbaro, Eugenio Montale, Italo Calvino, Giorgio Caproni, un ligure per elezione. Identica leggerezza si ritrova nella musica ever green: Tenco, Paoli, De André. Ha scritto Caproni: I miei versi sono nati in simbiosi con il vento.

Fausta Samaritani

Il testo completo su Camillo Sbarbaro è sul CD-ROM numero 2

 

12 gennaio 2002. 114° anno dalla nascita di Camillo Sbarbaro. Revisione 24 marzo 2002

La Repubblica Letteraria Italiana. Letteratura e Lingua Italiana online www.repubblicaletterarie.net

[i]  Camillo Sbarbaro Errata Corrige di “Primizie”, “Fuochi Fatui” “Cartoline in franchigia” a cura di Giovanni Ferraris, Savona, Sabatelli, 1983.

[ii] Su mia segnalazione, vi è stato apposto il timbro della Biblioteca dell'Orologio che lo possiede.

[iii] Camillo Sbarbaro L’opera in versi e in prosa, Garzanti, 1999. Camillo Sbarbaro Gocce, Vanni Scheiwiller, 1963. Camillo Sbarbaro “Il Nostro” e nuove Gocce con un saggio di Eugenio Montale e iconografia a cura di Vanni Scheiwiller, All’insegna del pesce d’oro, 1964. Camillo Sbarbaro Contagocce, Vanni Scheiwiller, 1965.  Camillo Sbarbaro Bolle di sapone, Vanni Scheiwiller, 1966. Camillo Sbarbaro, Quisquilie, Vanni Scheiwiller, 1967.

[iv]  Camillo Sbarbaro Errata Corrige di “Primizie”, “Fuochi Fatui” “Cartoline in franchigia” a cura di Giovanni Ferraris, Savona, Sabatelli, 1983.