Autobiografia di un commediografo italiano

Carlo Goldoni a Parigi

Carlo Goldoni a Parigi 2012

di Mariangela Lando

 

Le Mémoires, scritte tra il 1784 e il 1787, sono l’ultima opera di Carlo Goldoni; si tratta di un’autobiografia in cui l’autore traccia un itinerario delle proprie vicende personali e interiori, intrecciate con le esperienze artistiche della propria vita.

Goldoni nell’ultima parte delle Mémoires cerca di dare una lettura positiva ai fatti che seguono il proprio trasferimento a Parigi.

L’autore arriva a Parigi nell’agosto del 1762, poco prima dell’inizio della nuova stagione teatrale. Il primo tempo di permanenza parigina è un periodo di adattamento. Il suo primo incarico lo vedrà impegnato per i primi due anni alla Comédie Italienne.

Goldoni proveniva da una realtà geografica, sociale e politica del tutto differente da quella trovata nella capitale francese: la sua grande conquista era stata quella di essere l’artefice e l’ideatore di un teatro che rispecchiava altamente la realtà, al di fuori della stilizzazione eroica della tragedia e della commedia a soggetto.

Nella capitale francese si respirava invece un’aria molto diversa dal provincialismo in cui il rapporto tra l’attore e il pubblico, sebbene travagliato e a volte contraddittorio e non sempre facile da gestire, aveva garantito a Goldoni una via di accesso funzionale per la fruizione dell’opera. Ora tutto ciò veniva irrimediabilmente a mancare.

Carlo Goldoni riesce a scorgere però una città in trasformazione: Parigi è la città delle innovazioni, dell’avvento, dell’illuminazione.

La descrizione della capitale francese è ad esempio decisamente entusiastica:

 

            Traversando i boulevards vidi un tratto di quella vasta passeggiata che circonda la città e offre ai passeggeri il ristoro dell’ombra d’estate e il caldo del sole d’inverno. Entro nel Palais-Royal. Quanta gente! che miscuglio di persone d’ogni specie! che piacevole ritrovo! che deliziosa passeggiata!

 

In particolare nel secondo capitolo del terzo volume delle Mémoires ogni particolare descritto da Goldoni su Parigi, assume dimensioni imponenti:

 

            Uscendo da quel posto incantevole, ecco un altro spettacolo singolare. Un fiume maestoso, dei ponti agevoli e numerosi, vastissimi lungo-Senna; un’affluenza di carrozze, una perpetua calca di gente; ero stordito dal rumore, stanco dal camminare, spossato dall’estremo caldo […] ma non me ne accorgevo.

 

Goldoni nell’autobiografia si sofferma sull’atmosfera moderna che si respira nella capitale parigina, va a delineare gli aspetti legati al presente e sottolinea alcuni particolari che riguardano il pubblico, la scena e il teatro all’aperto:

 

            Era la prima volta che vedevo quel curioso miscuglio di prosa e di ariette. […] Feci però qualche riflessione: non ero contento del recitativo italiano […] ma dal momento che nell’opera buffa si fa a meno di regole e di verosimiglianza, è meglio ascoltare un dialogo ben recitato che tollerare la monotonia di un noioso recitativo. Fui contentissimo degli attori di quello spettacolo. Il modo di recitare della signora Le Rette era pari alla bellezza della sua voce. Il signor Cierval, ottimo attore, gradevolissimo nel comico, interessantissimo nel patetico, pieno di spirito e di intelligenza, cominciava allora a coltivare il suo talento.

 

Nella capitale francese il teatro affascina molto, attira e richiama molte persone. In una situazione data dal destino, necessità e virtù per Carlo Goldoni si coniugano, e proprio questo ci può far riflettere sulla modernità della vita e dello stile del drammaturgo veneziano trapiantato a Parigi.

Anche precedentemente all’esperienza parigina, nell’avvio della propria attività di librettista Goldoni aveva dimostrato sagacia, intraprendenza e una certa determinazione nel creare nuovi libretti, drammi giocosi e intermezzi.

Lo spirito con il quale Goldoni affronta l’esperienza parigina, la sua forza d’animo, la capacità di trasformare la sconfitta in virtù, l’assaporare e il gustare pienamente tutte le novità artistiche che egli trova nella capitale francese, rispetto all’ambiente veneziano che lascia, il confrontarsi con i grandi intellettuali francesi del tempo, da Voltaire a Rousseau, lo arricchiscono profondamente come uomo e come artista.

Parigi si affacciava al clima europeo come grande città cosmopolita e la società teatrale parigina presentava già una propria identità peculiare; ad esempio ogni sala era adibita ad una particolare rappresentazione teatrale, tutto era predisposto secondo la tipologia dell’opera da recitare, l’ambiente era già prefigurato per accogliere le varie tipologie di attori, le opere si caratterizzavano per la presenza di personaggi fissi e per lo stile coerente.

La lontananza dalla realtà storica e sociale di Venezia rende impossibile a Goldoni la ripresa a Parigi del vecchio filone teatrale, dal quale egli tenta quindi di evadere.

A Parigi, Goldoni propone dapprima le opere che aveva già composto e successivamente ne crea di nuove, appropriandosi degli strumenti e della lingua francese rinnovando grande maestria, originalità e forza direttiva.

Goldoni si scontra inizialmente con la diversità del giudizio critico francese, poi i commenti sono complessivamente favorevoli e affettuosi verso il drammaturgo veneziano.

A Parigi Goldoni mette in scena ben 33 allestimenti; inizialmente egli si dedica allo studio della teoria e delle regole teatrali francesi.

Man mano che procede l’esperienza francese aumentano l’autostima e la determinazione; si può parlare poi di una certa autorialità nell’allestimento vero e proprio; il cambiamento di cornice ambientale ispira al drammaturgo veneziano una molteplicità e una varietà testuale teatrale significativa; il piglio inventivo ed autorevole del grande drammaturgo veneziano, coniugato con la personalità e il mestiere dell’attore lo porterà ad un certo ordine di responso.

Goldoni ad esempio, focalizza alcune parti del testo a scapito di altre: si assume in questo modo un compito che va oltre la proposta direttiva, affermandosi come personalità d’autore.

Si denota anche la volontà di una ricerca di essenzialità nei personaggi.

A dimostrarlo, per esempio, le trasformazioni operate sul testo della Locandiera. Goldoni mantiene invariata la strategia seduttiva dei suoi personaggi, ma in parte ne modifica la motivazione psicologica; nella Locandiera altera in qualche modo la verità carnale della protagonista, approfondendo l’astuzia e la sottigliezza delle argomentazioni.

Come il drammaturgo veneziano frequentemente si è dedicato alle missive indirizzate ad amici, perché per lui è sempre stato importante scrivere anche soprattutto per diletto, ancora una volta, nelle sue memorie si rinnova un innato bisogno comunicativo.

Nelle Mémoires, giunto ad un livello avanzato della propria esperienza artistica, l’autore sente il bisogno di parlare più direttamente al proprio pubblico.

Uno degli effetti di questa ricerca di riconciliazione, dopo aver vissuto in alterne vicende sia il successo che l’insuccesso, è una strana gaiezza che emerge in alcuni punti della sua scrittura, e i riassunti delle commedie non sempre rispecchiano la stesura teatrale.

Nell’ambito dello studio della pratica teatrale goldoniana e del rinnovamento da essa portato sia attraverso la scrittura, che la messa in scena, meriterebbe ad esempio un ulteriore approfondimento critico la relazione di scambio tra la recitazione degli attori e i personaggi creati, fenomeno che mette in luce come l’autore si muovesse costantemente tra tradizione e modernità.

Nel Novecento infatti, da un punto di vista registico c’è stato un grande interesse intorno alle opere goldoniane. Giorgio Strehler ed altri importanti registi hanno rintracciato nei personaggi goldoniani anche un’incredibile forza descrittiva della società settecentesca. Oggi è in atto una vera e propria ridefinizione della personalità di Carlo Goldoni, che avvia un processo di interpretazione in chiave più moderna della sua vasta produzione letteraria, autobiografica e teatrale.

L’autore è sicuramente proiettato al mondo letterario romanzesco del Settecento, attinge ad opere che in quel periodo sono dei grandi bestseller, è aperto al nuovo e non disdegna di proiettare le novità editoriali sulla propria opera teatrale.

Egli conosce molto bene i meccanismi che regolano il rapporto tra il teatro e la carta stampata, ed è ben consapevole dei numerosi vantaggi che essa può dare all’autore teatrale e agli attori protagonisti delle messe in scena.

Anche nel campo prettamente giornalistico, Goldoni si dimostra abile a curare le relazioni con gli intellettuali più influenti del periodo.

Pur immedesimandosi letterariamente nelle cose del passato e proiettando un valore quasi atemporale sui luoghi, sulle situazioni, sui momenti e gli incontri che hanno condizionato fortemente la propria vita, nelle memorie Carlo Goldoni non si identifica con il passato, anzi per certi versi lo modifica, lo amplia. Nella sua scrittura sono compresenti il momento passato dell’esperienza vissuta, il momento presente in cui vive, osserva, descrive, gioisce, crea e l’interrogativo a volte ironico sul proprio futuro.

Ecco l’ultima pagina delle Mémoires, estremo sussulto vibrante quando il corso della vita di Carlo Goldoni sta giungendo al termine:

 

              Non mi si accuserà di vanità o presunzione, se ho ardito sperare qualche barlume di grazia per le mie memorie, perché se avessi creduto di spiacere assolutamente, non mi sarei presa tanta briga; e se nel bene e nel male, che dico di me la bilancia pende dalla parte del bene, ne vado debitore piuttosto alla natura che alla volontà. Tutta l’applicazione che ho messo nella costruzione delle mie opere potrebbe avere come scopo la correzione e il perfezionamento della commedia; la critica delle mie memorie in favore della letteratura. Se tuttavia ci fosse qualche scrittore che volesse occuparsi di me soltanto per affliggermi, sciuperebbe il suo tempo. Sono nato pacifico; ho sempre mantenuto la mia calma, alla mia età leggo poco e non leggo che libri divertenti»

Mariangela Lando

1 gennaio 2012

Dalle Memorie di Carlo Goldoni. Capitolo I

La Repubblica Letteraria Italiana. Letteratura e Lingua Italiana online. www.repubblicaletteraria.it