Mario nudo, sedente sulle rovine di Cartagine alle quali la burrasca marina gettato l’avea

Carmi o Scaccia-noja di Carlo Marin

Carmi o N° 26 miei Scaccia-noja

di Carlo Marin

 

Alto rilievo in legno, figurato a marmo,

desunto da un dipinto di Buonaroti

Due terzine*

 

Fugge la vinta liberta Catina

  E seco fugge Mario, al quale invitto

  Sol resta il cor per rabbia cittadina.

 

Al vilipeso consolar diritto,

  e di Cartago all’ospital rovina

  Volge alterno il pensier il grande afflitto.

 

*Mario nudo, sedente sulle rovine di Cartagine alle quali la burrasca marina gettato l’avea, fuggente in conseguenza alla sofferta sconfitta, e sottraendosi alle persecuzioni dell’emulo Silla. 

 

 

Distico latino**

 

Del cardinale Barberini,

fu poi Papa sotto il nome di Urbano Ottavo

 

Quisquis amans sequitur fugitivae gaudia formae

  Fronda manus implet, buccas seu empit amaras.

 

Libera traduzione

 

Chi in fugace beltà sfrena la voglia

  O boccha amara ei carpe, o strigne foglia.

 

**Apollo e Dafne tramutata in alloro, gruppo celebratissimo in marmo del Cav. Bernini, esistente nella Villa Borghese presso Roma.

 

 

Alcuni confronti dimostrativi della soavità delle maniere,

dell’espressione, e della voce della donna amata

 

N° 25

 

1. Soave qual de’ cantici la Sposa,

   Se dal vedovo ostel chiama il suo fido***.

 

2. Soave più dé balsami, che sparge

   Dalla Conca Eritrea la molle aurora.

 

3. Soave più dé cantici, che al Nume

    Dal bipartito mar porgea l’Eletto.

 

4. Soave qual sul monte arido ed aspro

   All’assetato gregge onda improvvisa.

 

*** Se ne è fatto uso in un carme elegiaco, lorché l’autore perdette per morte l’amatissima sposa sua.

 

 

Iscrizione sepolcrale, dettata da un sacro amore

 

lorché il Cielo gli tolse l’amata vergine

 

N° 26

 

La bell’alma nel Ciel; stan nella fossa

  Dell’angel mio lo cener casto e l’ossa.

 

Fondazione Ippolito Nievo, Quaderno cm. 24 x 19 con etichetta: Carmi, o N° 26 miei Scaccia-noja. Carlo Marin.

Contiene poesie, scritte tra il 1799 e il 1848, e trascritte dall’autore e alcuni fogli sparsi con poesie, alcune con correzioni. I carmi qui presentati sono inediti.

 

Carlo Marin, discendenta di antica famiglia veneziana, era il nonno materno di Ippolito Nievo. Nacque a Muggia (Istria) nel 1773 e morì a Mantova nel 1852. La sua lapide, che porta i versi da lui stesso scritti, è murata nelloratorio Nievo, a Fossato di Rodigo (Mantova).

 

(Ricerca e trascrizione di Fausta Samaritani)

31 dicembre 2003

Liriche d'amore di Carlo Marin, patrizio veneziano

Il Portale Letterario della Repubblica Letteraria Italiana. www.repbblicaletteraria.it

Pubblicati per la prima volta sul CD-Rom La Repubblica Letteraria zerantatre, N. 5 della Collana Web-ring Letterario, a cura di Fausta Samaritani, edizione La Repubblica Letteraria, 2004

Messi in rete il 24 ottobre 2015

Per piacere non copiate il testo, perché per me rappresenta un duro lavoro di ricerca