Scherzi da Domenico Gnoli,

ovvero il dono dellambiguità 2016
Ricerca di Fausta Samaritani

(Continua da: Domenico Gnoli, il sorriso di Giano bifronte)

Dalle carte Gnoli, conservate a Roma alla Biblioteca Angelica, estraiamo e pubblichiamo alcune lettere.

I

Roma 6 marzo 903
Stimt. Signora
Questa notte, non so perché, non potevo dormire. Ho acceso il lume, e ho preso, per leggerlo, un vecchio giornale che stava sul comodino. Le tre prime pagine le avevo lette a suo tempo, e non mi restava che la quarta, che, per lo più, è la più divertente. Oh quelle corrispondenze d’amore, con quei “pensoti – disideroti”come erano gustose!
Sotto la rubrica “Matrimoniali” ho letto: “Signora alti sensi, intelligentissima,desidera corrispondere gentiluomo o gentildonna”.
Mi sono stropicciato gli occhi, e son tornato a leggere. Non sognavo. A questa Signora è indifferente, pel suo matrimonio, che il futuro sposo sia un gentiluomo o una gentildonna! Eccomi qua: io sono un gentiluomo in tutti i sensi. Vuol corrispondere? Ma prima, vuole spiegarmi l’enigma?
Veramente, le confesso, se lei avesse chiesto di corrispondere solo con un gentiluomo, io non mi sarei fatto avanti. Sono un uomo libero, in buona condizione economica e sociale, ma ho poca disposizione pel matrimonio; e se volessi, la sceglierei nella buona società che avvicino, e dove ce n’è per tutti i gusti. Ma lei si contenta di corrispondere anche con una gentildonna, il che dimostra, mi pare, che il matrimonio non è il fine necessario ch’ella si propone colla sua corrispondenza. E allora? Mi spieghi, egregia Signora, l’enigma. Perché corrispondere con un ignoto e con una ignota? Co’ suoi alti sensi e colla sua intelligenza vivissima, non possono mancare in Genova stessa relazioni amichevoli di gentiluomini e di gentildonne. Perché ricorrere alla quarta pagina?
Io sono un po’ curioso, com’ella vede: mi contenti e mi faccia capire. D’altra parte, il destino tesse le sue trame di fila così sottili! Perché questa notte non potevo riprender sonno? Perché m’è capitato in mano quel vecchio giornale (è la Tribuna de’ 15 febbraio)? Perché io, che non penso a matrimonio, sono andato a leggere i Matrimoniali? Non conosciamo le fila misteriose del destino!
Corrispondiamo, se le piace!  

Devot.
Giulio Orsini

A matita: (via di Porta Pinciana, 30, C)
Sulla busta: Signora A. B. 882. Genova. Fermo posta
Bollo postale: Roma 8 marzo 03
Roma. Biblioteca Angelica. Gnoli. Autografi. Ms. 166

La presenza di questa lettera tra le carte Gnoli, scritta dallo stesso Domenico Gnoli che si firma “Giulio Orsini”, pone una questione: fu regolarmente spedita, ma oggi la troviamo tra le carte del mittente. Perché? Non è stata respinta dalle Poste. Allora? Forse le cose sono andate così: Domenico Gnoli pubblica sui Matrimoniali lannuncio e risponde per lettera firmandosi Giulio Orsini. In questo modo la sua parte femminile può dialogare con la sua parte maschile. La sua lettera in fermo posta viene inserita dentro una busta più grande e rispedita allindirizzo di chi ha pagato lannuncio: cioè allo stesso Gnoli. Un gioco, tra due specchi affrontati che riflettono allinfinito la propria duplice immagine... Ma è anche possibile che questo artificio servisse a creare una prova della esistenza di un poeta che si chiama Giulio Orsini.


Il sedicente Giulio Orsini, presentato alla stampa come un giovane poeta povero in canna, ma anche come rivelazione dellanno, era in realtà il famoso bibliotecario e professore Domenico Gnoli che, a 63 anni, si divertiva a pubblicare versi di sapore leopardiano, nascondendosi sotto le nom de plume di Giulio Orsini. La burla dell’illustre bibliotecario e studioso fu svelata dal “Giornale d’Italia”. Ma andiamo per ordine. All’indirizzo romano di Giulio Orsini arrivava corrispondenza copiosa, tra l’altro, una breve lettera e cartoline di Arturo Graf, cui il sedicente Giulio Orsini chiedeva, con insistenza, come contattare illustri critici letterari e come far pubblicare sue poesie sulla “Nuova Antologia”:

II

Preg.mo Signore,
Ben volentieri le accludo un biglietto pel Cena (1), e spero che la Nuova Antologia pubblichi presto qualche sua cosa.
Augurii

A. Graf

Torino, 22 XII 1901
Roma Biblioteca Angelica. Gnoli, Autografi. Ms. 166/5.2

III

Caro Signore,
Il Pastonchi (2) dimora a Grugliasco (Torino). Non occorre altra indicazione.
Io sto così così. La ringrazio delle sue premure. Ho sempre in animo di fare quel tale articolo; ma ora, in principio dell’anno scolastico, le brighe son tante che non me ne lasciano il modo. Spero, un po’ più in là.
Saluti

A. Graf 

Torino, 22 XI 1902
Cartolina postale. Indirizzo: Sig. Giulio Orsini via di Porta Pinciana, 30 C Roma
Roma. Biblioteca Angelica. Gnoli, Autografi. Ms. 166/5.3

IV

Caro Signore,
Ricevetti: grazie. Mi giunge di costà una spiacevole notizia. Nella Nuova Antologia il posto è preso da un articolo dell’Oliva (3), nel quale si parla anche di lei. Procurerò di passare il mio alla “Rivista d’Italia”. Intanto mi bisogna altre due notiziole. Qual è la sua età? Chiederla a chi è molto giovane non è indiscrezione. Sente molta musica, e quale preferisce?
Saluti

A. Graf

Torino, 12 XII, 1903
Cartolina postale. Indirizzo: Sig. Giulio Orsini via di Porta Pinciana, 30 C Roma
Roma. Biblioteca Angelica. Gnoli, Autografi. Ms. 166/5.4

Nel 1903 esce il nuovo libro di versi di Giulio Orsini: Fra terra ed astri, edito a Torino dal Roux. Cresce la fama del misterioso poeta. Al suo indirizzo romano arrivano biglietti per prime teatrali, proposte per conferenze, richieste di notizie biografiche. Egli risponde cortesemente, ma non si lascia sedurre dagli inviti. Gli scrive ancora Arturo Graf:

V

Caro Signore,
L'articolo è nelle mani del Direttore della Nuova Antologia e quanto prima sarà pubblicato.
Saluti

A. Graf

Torino, 16 I 1904
Cartolina postale. Indirizzo: Sig. Giulio Orsini via di Porta Pinciana, 30 C
Roma. Biblioteca Angelica. Gnoli, Autografi. Ms. 166/5.5

A Giulio Orsini è indirizzata questa lettera di Ferdinando Martini:

VI

Asmara (Eritrea)
3 novembre 1903.


Preg.mo Signore,
Quanta verità nella sua prefazione e quanto bene assestati i colpi ai “giocolieri della parola”! E che magnifica onda di poesia le succede! Ho letto e riletto e sempre con nuovo, commosso compiacimento gli Inviti, i versi alla tomba di Santena stupendi di forma e di contenuto, e Dall’Epistolario, modello della compostezza ai vecchi di sì cara. Ho ammirato; ed ora insieme con i miei ringraziamenti le mando le mie calde e convinte congratulazioni.
Si; quella “poesia scritta rivela una pagina interna” e “trova nell’immagine e nella parola la conveniente espressione”; se non sempre la trova, la cerca talora con audacie che non tutte mi parvero irreprensibili (p. es. la lampada accesa in un sorriso, il nuovo odore ec.) dico non mi piacciono, perché io esprimo impressioni non m’impaccio a dettare sentenze. Ad ogni modo son queste mende lievissime, e nulla tolgono alla impetuosa gioventù del sentimento e alla smagliante varietà di forme onde si veste.  Marte animo generoso puer.
Spero di fare, al mio ritorno in Italia, la sua personale conoscenza intanto Ella mi abbia per


Dev.mo Suo
Martini


Roma Biblioteca Angelica. Gnoli. Autografi. Ms. 170

Marino Moretti confida per lettera a Aldo Palazzeschi che sta leggendo, fresco di stampa, il libro di poesie Fra terra ed astri di Giulio Orsini. Il “giovane” e sconosciuto poeta continua a pubblicare versi e piace anche alla nuova generazione: prelude ai crepuscolari.. Da Firenze, il 16 dicembre 1903, Giovanni Papini gli scrive scusandosi del ritardo e si augura di mettere la recensione al libro di Orsini su “Il Regno”, nel 4° numero del mese. Entro dicembre uscirà anche la recensione di Prezzolini sul “Leonardo”. (Roma. Biblioteca Angelica. Gnoli. Autografi. 170).

Fra terra ed astri di Giulio Orsini è stampato in cinque edizioni, tra il 1903 e il 1905. In questo anno escono nuove poesie, sotto il titolo: Iacovella. Si conosce il volto del giovane poeta, il cui ritratto è visibile nella raccolta Fra terra ed astri, edizione 1905, sulla pagina che precede il frontespizio: magro, occhi vivaci, capelli scuri e spettinati, abito elegantemente portato, posa disinvolta. Ma, nel 1905, il mistero è svelato. Andiamo per ordine. Giulio Orsini è sulla cresta dellonda, quando... (Continua)

Fausta Samaritani

6-19 marzo 2016

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La Repubblica Letteraria Italiana. Letteratura e Lingua Italiana online www.repubblicaletteraria.it

Per piacere, rispettate il mio lavoro e non copiate

(1) Giovanni Cena (1870-1917), scrittore e educatore. Redattore della "Nuova Antologia" e amico di Sibilla Aleramo. Noto per il suo apostolato a favore delle popolazioni dell'Agro Romano e delle Paludi Pontine, dove creò 70 tra scuole e asili.

(2) Francesco Pastonchi (1874-1953), allievo di Arturo Graf, poeta di gusto parnasiano e dannunziano, alla ricerca di preziosità artificiali.

(3) Domenico Oliva (1860-1917), scrittore nazionalista e deputato. Fondò "L'Idea Liberale", poi divenne direttore del "Corriere della Sera".