Celebrino, calligrafo, intagliatore, poeta del Cinquecento

Eustachio Celebrino da Udine

Lettera Merchatesca di Eustachio Celebrino da Udine

Medico, calligrafo, incisore, editore, empirico del Cinquecento

di Fausta Samaritani

 

Eustachio Celebrino nasce a Udine intorno al  1480. Studia a Padova, dove forse si laurea in Medicina e Filosofia, e ha contatti con Verona. Tornato a Udine, è tratto in inganno da un amico e deve abbandonare la città. Egli accenna a questa vicenda nella La dechiaratione perche non è venuto il diluvio, opera dedicata al milanese Giovan Ambrosio Visconti, stampata a Venezia nel 1525 da Francesco Bindoni e Mapheo Pasini, ma datata 1524. Celebrino dichiara in questo scritto di essere a mezzo del cammin della sua vita, di aver trasportato, di terra in terra, i membri lassi, di aver corso alla staffa e di aver fatto il cortegiano.

Nel 1511 è a Perugia, dove lavora nella stamperia di Cosimo Bianchino dal Leone. E’ un raffinato intagliatore e incide i capoversi per la Legenda de Sancta Margherita Virgine & Martyre Istoriata e per De octo orationis partibus di Dionisio Apollonio Donato, libro edito nel 1517. La sua opera, firmata /EUS/F/ e intitolata Li stupendi miracoli del Glorioso Christo de S. Roccho, di cui non si conosce data e luogo di pubblicazione, probabilmente risale alla medesima epoca. Intaglia i titoli per il Libro darme et damore chiamato Gisberto da Mascona (Perugia, 1511), per il Philotino di Pandulfo Collenuccio (Venezia, 1518) e per il Notturno e Syrena con diversi sonetta di Notturno Neapolitano, stampato a Perugia.

Nel 1522 Celebrino vive a Venezia, dove incide il frontespizio per Duello di Paris de Puteo, edito nel 1523 da Gregorio de Gregoriis. L’anno successivo lavora per Bindoni e Pasini, compagni, e incide il frontespizio per L’Antheo Gigante di Francesco de Lodovici. Diventa amico del famoso calligrafo vicentino Ludovico Arrighi e insieme realizzano il colophon, di straordinaria fattura, per una operina dal titolo Il modo di temprare le penne, che viene stampata a Venezia nel 1523.

Celebrino è ormai apprezzato come mirabile incisore, tra i più raffinati tra quelli che si sono serviti di matrici in legno. Lavora per le edizioni del 1524 e 1525 dell’Essemplario di Giovannantonio Tagliente, opera di formato oblungo, che propone esempi di modi diversi di scrivere le lettere dell’alfabeto.

La dimestichezza con il mondo dell’editoria gli apre nuove vie. La sua arte è ormai così matura che può realizzare un’opera, progettandola da solo, senza servirsi di un calligrafo.

 

Nel 1525 pubblica a Cesena l’Opera nova piacevole Laquale insegna di far varie compositioni odorifere per adornar ciascuna donna intitulata Venusta, per i tipi di Hieronymo Soncino. E’ un trattatelo che contiene ricette di bellezza, come il famoso unguento per il viso della regina d’Ungheria, fatto con grasso di lumaca, acqua distillata, grasso di capretto e midollo di stinco di castrone. Insegna anche a fare creme per ungere le mani e per tonificare la pelle del viso, perché non si arripi. Alle donne che desiderano rendere luminoso il volto, suggerisce una ricetta a base di un distillato di colombino bianco, mescolato a panna di latte, olio di mandorle e a malvasia. Ha ricette anche per combattere le pulci, le cimici, i pidocchi, le mosche, le zanzare e le formiche. Il suo rimedio più curioso è questa formula per svegliarsi all’ora desiderata:

 

Exurge gloria mea, exurge in psalterio et cythara, exurgam di luculo

A queste parole bisogna aggiungere l’ora in cui si desidera essere svegli e il risultato è assicurato.

 

 

 

 

Eustachio Celebrino è un editore in proprio e nel 1525 pubblica un opuscolo, un vero libro xilografico, con pagine da lui interamente intagliate, intitolato Il modo di Imparar di Scrivere lettera Merchantescha, dove si definisce Ingenioso Maistro. Questo trattatelo è composto da sole quattro carte, più la copertina, e ne rimangono al mondo tre esemplari. La scrittura mercantesca, derivata dal gotico corsivo, in antitesi con la scrittura umanistica usata nelle cancellerie italiane, nel Cinquecento era il segno grafico, comune e riconoscibile, per i mercanti italiani delle città di Genova, Napoli, Roma, Firenze, Milano, Bologna e Venezia.

Nella prima pagina, che fa anche da copertina, c’è una incisione con gli Instromenti del scriptore: la penna d’oca, il temperino, il calamaio, le forbici, la clessidra, la candela, la squadra, il compasso e i fili. Celebrino descrive con munizia, in vari capitoletti, la tecnica de Il temperar de la penna e l’uso Del Inchiostro e De la carta. Conclude con esempi di lettere alfabetiche e si firma Celebrinus utinensis scripsit et fecit.

 

Il 1525 è anche l’anno del Giubileo e forse Celebrino si reca a Roma. Dopo il Sacco, nel 1528 pubblica il piccolo trattato La Presa di Roma con breve narratione di tutti li fatte di Guerre successi, e nel 1542 un trattato sulla Campagna in Italia del Duca di Borbone. Dà alle stampe anche un opuscolo di ricette contro la peste (stampato a Cesena da Soncino) e un glossario italo-turco, con intere frasi tradotte, intitolato Opera a chi si dilleta se de saper domandar ciascheduna cosa in Turchesco.

 

 

Celebrino è anche un poeta piacevole, dotato di una sincera vena popolare. Dà alla stampe la Novella de uno Prete il qual per voler far le corne a un contadino se ritrovo i la merda lui e il chierico. Il racconto, piacevole da ridere, è accompagnato da sei vignette e scritto in versi scorrevoli e piani.

Dell’Opera nova che insegna apparecchiar una mensa a uno convito esistono oggi tre copie: una alla Biblioteca Vaticana, edita nel 1526, una alla Nazionale di Firenze, priva di note tipografiche ma pubblicata a Cesena e la terza alla Biblioteca Universitaria di Filadelfia. Le due ultime sono state pubblicate a Cesena, nel 1551 o nel 1555, da Hieronymo Soncino.

Fausta Samaritani

 

Le immagini sono tratte da: Stanley Morison Eustachio Celebrino da Udene, Paris, Pegasus Press, 1929.

  Si prega vivamente di non copiare testo e immagini e di non appropriarsi di questo file

1 Marzo 2002

Il Portale Letterario della Repubblica Letteraria Italiana www.repubblicaletteraria.it

Pubblicato sul CD-Rom La Repubblica Letteraria online, N. 1 della Collana Web-ring Letterario, diretta da Fausta Samaritani, 2005 (2° edizione)

Messo in rete il 17 ottobre 2015

Si prega di non copiare testo e immagini

top