Dalla fotografia alla letteratura

I Fratelli Agamben fotografi

Gli Agamben e... dintorni
dalle foto della Belle époque alla letteratura, alla politica, al giornalismo, alla filosofia
2015
di Fausta Samaritani

Di origine armena, i due fratelli Augusto e Alfredo Agamben aprono a L'Aquila, a fine Ottocento, un gabinetto fotografico. Agostino Agamben - forse il loro padre - nel 1874 risulta litografo in via della Genga 4. Un altro Agamben, Armando, si occupa di politica. Il 2 agosto 1912 Alfredo e Augusto Agamben affittano, per cinque anni, con un canone mensile di lire 20, un negozio in Piazza della Regina Margherita 3. Nel contratto di locazione sono compresi i locali di ingresso sulla piazza, il cortile interno, il portico e il piano rialzato dove ha sede il laboratorio. Gli Agamben hanno una succursale a Sulmona. La loro Ditta è così reclamizzata: Premiato Stabilimento Fotografico a luce artificiale. A quel tempo, a L'Aquila, Agamben equivale a foto d'arte. I ritratti fotografici in grande formato, secondo il gusto prezioso dell'epoca, sono ritoccati a mano, all'acquerello.

Per l'editore-tipografo-libraio aquilano Vincenzo Forcella, gli Agamben realizzano immagini di gusto romantico, da stampare su cartolina, come Una coppia in barca, ripresa nel giardino di Villa Giorgi a Pizzoli (L'Aquila). Sono anche autori di straordinarie foto di scena, come i due scatti a Gennaro De Tura nei panni di Aligi (La figlia di Iorio), databili tra il 1906 e il 1909.
Con la crisi economica, originata dalla Grande Guerra, Augusto e Alfredo Agamben hanno accumulato un debito di 175 con i proprietari dei locali e non riescono più a pagare l'affitto. Nel 1917 sono costretti ad abbandonare il gabinetto fotografico in Piazza della Regina Margherita. Le strade dei due fratelli si dividono.
Alfredo fiuta il mutare dei tempi, acquista il Teatro Olimpia in via di Decima e lo trasforma nel cinema che ancora oggi esiste. Dal suo matrimonio con Nicolina Auriti sono nati sei figli. A tutti egli ha dato un nome che inizia per A: Anna Maria, Alessandra, Argia, Anita, Adele, Agostino.

Locandina del Teatro Bragaglia
Anna Maria Agamben (1899-1984) - che il padre chiama Mariannina - maestra montessoriana, giornalista, deputata all'Assemblea Costituenta per la DC è una delle cinque donne che entrano nella Commissione, detta dei 75, incaricata di redigere un progetto di Costituzione. Fonda l'ANFE (Associazione Nazionale Famiglie Emigrati) e è delegata nazionale delle ACLI. Anna Maria sposa Mario Federici, autore teatrale fecondo che, stimolato dall'incontro con Marinetti e con Balla, diventa noto a metà degli anni '30, grazie a una triologia sulla Grande Guerra: La lunga marcia del ritorno, 1936, messa in scena al Teatro Eliseo di Roma, con protagonista Amedeo Nazzari e regia di A. G. Bragaglia, Chilometri bianchi, Nessuno salì a bordo. Federici ha diretto la rivista Ridotto. Sulle biografie il nome di Anna Maria diventa Maria.
Agostino Agamben jr. è il padre del filosofo Giorgio Agamben (nato nel 1942), la cui passione per il cinema e per la fotografia, evidentemente, gli scende per li rami. Per l'immane e varia produzione saggistica e letteraria di Giorgio Agamben, rinvio a esperti in materia.
Anita (o Annita) Agamben (+ 1988), estroversa e capricciosa, giovanissima fugge di casa per unirsi a una compagnia teatrale. Pubblica elzeviri (La Tribuna, il Giornale d'Italia). Suoi copioni (Ma la signora sa spiegarsi bene? 1954, Primavera all'inferno, 1951-1953, Il falso Adamo, 1955, Un concerto di violini e gufi, 1969) sono conservati nella Biblioteca di Riccione Teatro. Con Primavera all'inferno Anita vince nel 1951 il Premio Murano: 500 mila lire e una grande coppa in vetro soffiato.
Adele Agamben (1906-1992) è maestra elementare. Compagna di studi e amica carissima della scrittrice aquilana Laudomia Bonanni, Adele sposa Carmelo Zullino (1901-1990), pugliese, professore di educazione fisica, che nel 1931 è uno dei quaranta cadetti dell'Accademia di Educazione Fisica di Roma, mandati in viaggio di istruzione negli USA. Carmelo Zullino è stato direttore di Scuole Italiane all'estero (a Parigi, Londra, Casablanca, Chiasso, Zagabria) che erano un vanto della scuola dell'era fascista. Il loro unico figlio Pietro Zullino (1936-2012), giornalista, ha esordito su La Vela di Anna Maria Federici Agamben, ha collaborato all'ANFE, a Epoca e diretto Il Carabiniere e il Roma. E' stato saggista e autore di romanzi storici (Il 25 luglio, 1973, Guida ai misteri e ai piaceri di Palermo, 1974, Catilina, 1984, I sette Re di Roma, 1984, Il Comandante. La vita inimitabile di Achille Lauro, 1986, Giuda, 1987, Quel piccolo prete, su Luigi Sturzo, 1989, con Marco Nese, Cinzia, con i suoi occhi, 2003, su Properzio, Io, Ippocrate di Kos, 2008 con Massimo Fioranelli).


Fausta Samaritani

Epistolario Laudomia Bonanni, vol. II

Maria Federici Agamben e la Costituzione
22 gennaio 2015

12 aprile 2015: 100 anni dallo sterminio del popolo Armeno in Turchia.

Foto della famiglia Agamben inedita, in collezione privata. Testo riservato al sito della Repubblica Letteraria punto it

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