La bellezza profana di una tragedia di d'Annunzio

Le Martyre de Saint Sébastien di d’Annunzio

Le Martyre de Saint Sébastien di d’Annunzio

 

A cura di Fausta Samaritani

A maggio 1911 andò in scena a Parigi la tragedia Le Martyre de Saint Sébastien, scritto in langue d’oïl da d’Annunzio, accompagnato dalla musica di Claude Debussy e interpretato dalle danzatrice russa Ida Rubinstein (1880-1960) che D’Annunzio aveva vista a Parigi, nel 1910, quando interpretatava Shéhérazade, e della quale apprezzava la perfezione del corpo androginico. La revisione del testo del Martyre era del conte Robert de Montesquiou, dandy ed esteta e raffinato poeta, che aveva corretto gli italianisti e alcuni arcaismi troppo scontati della lingua romanza. L’Opera Omnia di d’Annunzio era stata messa all’Indice e l’arcivescovo di Parigi Amette aveva vietato ai cattolici di assistere alla rappresentazione. Discordanze tra il testo e la musica e una ostentata incomprensione del pubblico nei confronti del San Sebastiano, interpretato da una donna e carico di bellezza profana e di misticismo sovrumano, decretarono l’insuccesso del Martyre. Alla prova generale erano presenti Marcel Proust e Ugo Ojetti, che il 12 giugno scrisse a d’Annunzio parole di lode: «I tuoi quattro atti son lo spettacolo più piano, più fuso, più armonioso che io abbia mai veduto. Niente, niente mai che rompesse l’incantesimo». (Carteggio G.d’A.-Ojetti: 117)

Come autore in lingua francese, d’Annunzio non aveva vita facile.

Sul quindicinale fiorentino “Scena Illustrata”, a. XLIX, n. XIV, p. 20 fu pubblicato questo ritratto di Ida Rubinstein, con la didascalia:

«Ida Rubinstein, che fu deliziosa danzatrice - ebrea russa - e poi l’indimenticabile “creatrice” del Martirio di S. Sebastiano, ha interpretato la parte di protagonista del nuovo lavoro del nostro più grande poeta: La Pisanella, una delle più straordinarie visioni ch’abbia avuto il poeta illustre della passione e della morte.

Il ritratto della Rubinstein, è una forte opera d’arte di Antonio De La Gandara, in cui la dolcezza imperiosa del puro volto è unita a una grazia felina e a un’energia quasi virile, che rivelano quale strana e affascinante bellezza Ida Rubinstein possa dare ai personaggi che incarna.»

(a cura di Fausta Samaritani)

Carteggio d’Annunzio-Ojetti. 1894-1937, a cura di Cosimo Ceccuti, Firenze, Le Monnier, 1979

31 dicembre 2003

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La Repubblica Letteraria Italiana. Letteratura e Lingua Italiana online www.repubblicaletteraria.it

Pubblicato per la prima volta sul CD-Rom La Repubblica Letteraria 2002, N. 3 della Collana Web-ring Letterario, a cura di Fausta Samaritani, 2003

Messo in rete il 9 ottobre 2015