Immagini di belle donne, colte al volo da d’Annunzio

D'Annunzio e l'album di fotografie

Album di sbiadite fotografie

 

L’immagine in negativo, ottenuta per un processo foto chimico, attraverso una lente montata davanti ad una camera oscura, si fissa sopra una lastra che è sensibile ai raggi luminosi. Nel gabinetto fotografico si sviluppa e si stampa su carta. Nell’album, singole immagini vengono raccolte e presentate in successione, casuale, logica o cronologica. I sali, di cui la carta è impregnata, tendono ad ossidarsi e la foto presto ingiallisce: un album invecchia.

Se i Taccuini sono un prezioso catalogo di intime sensazioni, di note minuziose, di immagini colte al volo da d’Annunzio, sono abbozzi e prime stesure – una vera miniera per la critica dannunziana – gli album e i “cartoni” di casa Primoli sono fotocronache d’arte, sono riproduzioni di un istante, reale ma perduto un attimo dopo.

Da questo mondo riprodotto d’Annunzio sa estrarre succhi vivificanti. Nei suoi Taccuini, alle pagine riferibili a gennaio-marzo 1897, periodo che ha trascorso a Roma e provincia, d’Annunzio scrive (G. d’A., Taccuini: 158-161):

 

Un album di fotografie scolorite _ ove sono riunite le immagini delle attrici, delle danzatrici, delle cantatrici celebri _

Madeleine Brohan _ in un abito di velluto nero abbottonato dinanzi con bottoni in forma di margherite _ 

M.lle Figeac con un abito a gale sovrapposte, con un cappello legato sotto il mento da un largo nastro, velata _

M.lle Pierson, bella, dalla bocca chiusa, dagli occhi chiari con uno scialle orientale gittato negligentemente su le spalle _

M.me Alboni, grassa, bovina, con l’occhio sinistro un po’ velato, vestita di seta, con le spalle coperte da un velo –_

M.lle Lucie, con una capellatura ondulata, appoggiata alla spalliera di una sedia. Piccoli occhi, fisionomia sofferente, una specie di Duse _

M.lle Cico sfoglia un quinterno, con i capelli raccolti in una rete _

M.lle Suzanne Lagier guarda con un atto lezioso, tenendo l’indice appuntato a una guancia, grassa, sotto molteplici gale _

M.lle Rose Deschamps con un gesto analogo a quello della Venere dei Medici. Ma con un viso di buona madre onesta a cui sia stata tagliata la parte inferiore dell’abito _ una onesta goffaggine quasi commovente (ballerina).

M.me Ristori in abito da Stuarda viso doloroso, grave, bellissimo. Con le mani scarne stringe al petto un crocifisso. Il collare a mille pieghe.

Céline Montaland drappeggiata in un gran velo, con la treccia per le spalle, e i capelli ondati, guarda a terra, pensosa _ bella _

M.lle Livry [Livy] (ballerina) coronata di rose con l’indice su le labbra, malinconica, occhi tristi, le gambe incrociate fuor del gonnellino _

M.lle Fiocre da Amore con l’arco e le ali

M.lle Morando in atto di ballare, bruna, con una specie di cuffia

Rigolboche con una parrucca bianca, il viso da monella, un berretto, un grembiule, le maniche bouffantes.

La Desclée, appoggiata a un parapetto, con una collana di perle, orecchini di perle triplici, con il viso incorniciato dai capelli _ gli occhi stretti e lunghi _ le narici un poco dilatate.

M.lle Thuillier in una zimarra di velluto nero, con i capelli partiti sulla fronte, con un sorriso dolce e malinconico _

Marie Baratte danza con le nacchere _ La Quegnault danza intorno a un tronco di colonna su cui è posato un velo con una coppa _

Blanche Laye vestita da paggio

M.lle Morlot davanti a uno specchio con i capelli disciolti _

La Daorsfeld adagiata su un divano in abito orientale

M.lle Devoyod ammantata di bianco, con una specie di cuffia bianca dai larghi nastri, bella, grave, fiera, dal volto ovale.

E la Vyalde, la Vibon, la Leroy, la Mauperin, la Jousse, la Cassegrain, tutte in atteggiamenti malinconici e appassionati, eppure quasi casti, senza procacità, nelle vesti ampie, nelle stoffe molli, a larghe pieghe, di velluto o di seta cangiante.

Poi le inglesi. […]

Miss Duncan, viso cinico, pieno di ombre, procace, meretrice _ con una corona di riccioli

 

In quale salotto, su quale tavolino, sotto quale lampada era posato l’album di fotografie?

(a cura di Fausta Samaritani)

 

Gabriele  d’Annunzio, Taccuini, a cura di Enrica Bianchetti e Roberto Forcella, Milano,Mondadori, 1965.

 

Gabriele D’Annunzio al meet I kakemono di Gégé Primoli La Renaissance latine

31 dicembre 2003

Il Portale Letterario della Repubblica Letteraria Italiana. www.repubblicaletteraria.it

 

Pubblicato per la prima volta sul CD-Rom La Repubblica Letteraria zerantatre, N. 5 della Collana Web-ring Letterario, a cura di Fausta Samaritani, edizione La Repubblica Letteraria, 2004

Messo in rete il 16 ottobre 2015