Odori, svaghi, rumori della campagna romana

Gabriele D'Annunzio al meet

Gabriele D’Annunzio al meet

A cura di Fausta Samaritani 

E’ il giovedì Grasso dell’anno 1897. Su un taccuino d’Annunzio annota: «La caccia. Meet alla Pineta Sacchetti fuori Porta Cavalleggeri.» (G. d’A. Taccuini: 147-149). Questo è il percorso: da ponte di castel Sant’Angelo, si attraversa piazza San Pietro «gloriosa sotto il sole mattutino» e si sale per la via Aurelia, fiancheggiata da fornaci e con le sue osterie chiassose, frequentate da carrettieri arrochiti dal vino.  Ecco la pineta. E’ su un terrapieno erboso, circondato d’una siepe secca. Gli alberi sono tutti eguali, allineati, come eletti per un rito, inviolabili. Segnano le ombre azzurrognole sul prato soleggiato. A sinistra, la prateria smaltata di margherite, il gran soffio della libertà nel deserto. I cani si lanciano sulla pista, squittendo, condotti dagli huntsmen. La campagna è accidentata, con avvallamenti e alture, interrotta da macchie basse. Il sole illumina tutto: un sole calmo e caldo. Nel lontano l’orizzonte è occupato dalla grande cupola, dalla pineta regolare come un portico bruno, da Monte Mario con i suoi cipressi, dalle cime nevose remote.

Tutto è limpido. Un sentimento di gioia e di possanza quieta domina su la campagna divina. A tratti la cupola emerge dal portico dei pini. Roma giace in fondo biancastra, mite e ridente. Nel galoppo, il venticello soffia sul viso, fresco e tiepido, a volta a volta, con gli odori delle erbe calpestate. I cavalli galoppano su un terreno soffice, un poco ebri. Si animano lanciandosi su per le erte. Nella via Aurelia un gran fienile aperto. Il profumo del fieno. Rendere il sentimento d’infinita pace e di divina potenza diffuso su la campagna romana.

Mentre il giorno declina, una luce dorata si diffonde, «il cielo si copre d’un pallore meraviglioso, come una faccia che una delizia sovrumana trascolori» e «l’anima di Roma ondeggia sospesa intorno alla cupola», d’Annunzio nota «un’erta coperta da piante di porazzo. Da presso un gregge, il pastore dall’aspetto antico, il cane che abbaia.» Dopo il pacato senso di dominare, «flaner», come sulla cima di una montagna, il ritorno alla città segna un contrasto urtante, per il «clamore carnevalesco». Il confronto con Il vestibolo silvano del Libro Primo di Maia è d’obbligo:


Tutti eguali in ordine i pini,
quasi eletti a un rito solenne,
sorgevan dall’erba infinita.
Ogni traccia era disparita
della belva e dell’uomo:
sol v’era il silenzio del cielo.
E vi fiorìa l’asfodèlo
a piè dei tronchi scagliosi,
e l’anèmone violetto
ch’è il rapido fiore del vento.
E come un palagio d’argento
di là dai tronchi, multiforme
e tacito, era il Vaticano;
un ermo candore lontano
e il Soratte solitario;
i cipressi del Monte Mario
erano un fùnebre serto
per non so qual lutto sereno.
E un profumo di fieno
e di libertà, quasi un fiato
pànico, venìa dal deserto.


O selva d’arbori eguali,
tra l’Urbe e l’Agro ordinata,
ove dormii sonni veggenti
e meditai le mie sorti
e favellai con l’Erinni,
tu m’appari nella memoria
come il vestibolo vivo
della formidabile cella;
perché pieno de’ tuoi fatali
murmuri l’anima, gli occhi
pieno dei movimenti
fieri che su l’antica via
agitavan gli uomini forti,
ebro dell’amore di Roma
e sitibondo di gloria,
io v’entrai seguendo la mia stella.
E, come su l’erba novella
che inazzurravano l’ombre
de’ tuoi colonnati, io vi giacqui
supino per contemplare.
E là dove giacqui, rinacqui.

Gabriele  d’Annunzio, Taccuini, a cura di Enrica Bianchetti e Roberto Forcella, Milano, Mondadori, 1965.
Gabriele d’Annunzio,
Versi d’amore e di gloria, a cura di Annamaria Andreoli e Niva Lorenzini, vol. I, Milano, Mondadori, 1997.
(a cura di Fausta Samaritani)

31 dicembre 2003
La Repubblica Letteraria italiana. Letteratura e Lingua Italiana online www.repubblicaletteraria.it

La Renaissance latine Le Martyre de Saint Sébastien Album di sbiadite fotografie. Gabriele d'Annunzio

Pubblicato per la prima volta sul CD-Rom La Repubblica Letteraria zerantatre, N. 5 della Collana Web-ring Letterario, a cura di Fausta Samaritani, edizione La Repubblica Letteraria, 2004

Messo in rete il 9 ottobre 2015