Le Polémoscope, tragi-commedia
in francese di Giacomo Casanova
di
Gius Gargiulo
Siamo
a Cremona nel 1748, durante le ultime fasi della guerra di successione dAustria,
con le truppe francesi, agli ordini del Maresciallo di Richelieu, che occupano
la Lombardia. Un ufficiale francese, Talvis, irruente e sprezzante, corteggia
in modo invadente e maldestro una giovane e sensuale contessa italiana, sposa
ad un anziano signore del luogo, mentre un altro ufficiale francese, il conte
di Gissor, enigmatico e discreto, suscita laffettività della giovane
aristocratica italiana. Gissor, a teatro, dietro il suo occhialetto (in francese
lorgnette) sembra aver messo gli occhi addosso (lorgner) ad
unaltra aristocratica italiana, da poco rimasta vedova. In realtà, quello
di Gissor si rivela essere un polemoscopio, apparecchio costituito da un prisma
di cristallo montato su di un comune occhialetto che consente, a chi se lo
porta allocchio, di vedere di lato senza muovere lo sguardo. Un inganno
della prospettiva, rispetto al comune occhialetto binoculare. Questo è linizio
della tragi-commedia in tre atti scritta in francese da Casanova, nel 1791,
quando ormai vecchio, era divenuto il bibliotecario del principe Joseph Karl
Emmanuel de Ligne, duca di Waldstein
[1]
, nel castello di Dux, attuale Duchcov, vicino a Praga.
Un luogo lontanissimo dalla sua Venezia, dove aspirava a tornare, per chiudere
in patria la sua avventurosa esistenza che aveva attraversato e riassunto
tutto il Settecento europeo.
Il giovane
conte di Gissor, tra i protagonisti del lavoro casanoviano, grazie allocchialetto
prismatico, salva le apparenze fingendo di guardare verso un palco del teatro,
in direzione di una donna non impegnata sentimentalmente, la marchesa vedova,
salvo poi periscopicamente o polemoscopicamente, puntarne tranquillamente
unaltra, il vero oggetto del suo desiderio, la contessa sposata, al
fine di non comprometterla pubblicamente. Sarà la contessa stessa a scoprire
di essere proprio lei quella desiderata da Gissor, guardando a sua volta attraverso
il polemoscopio, dopo esserne casualmente venuta in possesso. Comunque, pur
lusingata da questo interesse da parte di un uomo che le piace, intende raffreddare
i suoi ardori nel segno di una serena amicizia. Questo polemoscopio, nel corso
dellazione, si rivela quindi ingannevole, bugiardo, una lorgnette
menteuse come lo definisce la Contessa (atto II, scena IV), un titolo
più adatto a sintetizzare lintreccio del lavoro teatrale casanoviano,
lunico giunto sino a noi integralmente.
A
questo punto, infatti, Talvis, irato e umiliato dallindifferenza della
contessa e geloso del discreto corteggiamento di Gissor, mentendo, comunica
a questultimo di aver fatto lamore con la nobildonna. Gissor,
indignato, non gli crede e vuole sfidarlo a duello, quando Talvis gli propone
di scommettere una somma di denaro sulla verità delle sue parole, chiedendo
alla contessa in persona di confermare le sue affermazioni. La presenza di
spirito della donna, da cui un altro sottotitolo dellopera, La calunnia
smascherata dalla presenza di spirito, assegna la vittoria a Talvis. Ma
proprio assecondando nel suo disegno colui che mente, ella lo smaschera. In
pratica, dice sì per dire no. Il discorso della contessa è analogo alla direzione
dello sguardo deviato dalle deformazioni prospettiche del polemoscopio. Si
confermano le apparenze, ma secondo i codici interpretativi della società
aristocratica settecentesca, regolata dallambiguità a più volti della
maschera, sotto di essa si legge la giusta risposta e, quindi, quella che
appare a tutti essere la verità. La risposta della contessa trova la piena
approvazione del marito che vede così premiata la virtù della moglie. La nobildonna
se avesse dato torto a Talvis, sarebbe risultata colpevole agli occhi della
società che lavrebbe giudicata ipocrita; invece, dando ragione alle
insinuazioni dellinsolente ufficiale, la contessa preservava la propria
virtù.
Questo
espediente macchinoso del polemoscopio mette in risalto non solo la cultura
scientifica di Casanova, ma gli permette di teatralizzare il concetto chiave
della tragi-commedia: lanalogia tra le leggi della fisica e quelle del
comportamento. Come il polemoscopio crea delle false impressioni a chi non
conosce il suo funzionamento, permettendo di mascherare la direzione dello
sguardo, così i sentimenti vengono ugualmente mascherati, in quanto, si punta
una donna guardandone unaltra. Anche la risposta della contessa sul
piano del linguaggio riproduce una rifrazione del significato,
sembrando affermare qualcosa che invece non corrisponde a quello che è realmente
accaduto.
La
pièce fu scritta per la principessa Maria Cristina di Ligne, figlia
del principe Carlo Giuseppe, sposa nel 1775 al conte Johann Nepomuk Clary,
e rappresentata probabilmente nel castello dellaristocratica a Toepliz,
poco distante da quello di Dux. La principessa accoglieva spesso nella propria
dimora il vecchio Casanova che, come molti letterati savants dellepoca, oltre alle funzioni di bibliotecario del
principe di Ligne a Dux, svolgeva anche quella di precettore e di consulente
agli svaghi della giovane aristocratica andata in sposa al signore del luogo.
Lo scopo di questo componimento a tema, adattato al gusto dei destinatari,
tendeva a valorizzare il personaggio della virtuosa protagonista del dramma,
interpretato dalla principessa di Clary, come sottolinea lo stesso Casanova
nellintroduzione al lavoro. Il sottotitolo della tragi-commedia, La
calunnia smascherata dalla presenza di spirito, rafforza il valore esemplare
di un comportamento femminile tipicamente prudente sulla scena della vita
presentata come un teatro totale, in cui il pubblico è costituito essenzialmente
dal mondo aristocratico che decodifica e giudica secondo copione questi minuetti
della morale.
Nella lettera
LXXXI delle Liaisons Dangereuses,
la Marchesa di Merteuil afferma di ispirarsi alla creatività dei commediografi
e alla recitazione degli attori sul grand théâtre della società
per soddisfare più efficacemente i suoi desideri.Una vita interpretata su
di un teatro totale
[2]
. Anche questi attori aristocratici del grand théâtre
esistenziale sono costretti ad imparare una parte in società e a studiarla
attraverso lunghe prove, a parlare come se i testi scorressero nelle loro
menti elaborati e taglienti come spade o eleganti come arabeschi. Dal teatro
alla letteratura questa dominante della scrittura che parla la si ritrova
nelle lettere del romanzo epistolare, una vera e propria rappresentazione
teatrale della parola. Nelle Liaisons dangereuses la supremazia aristocratica
della scrittura sul parlato, vissuto come pettegolezzo plebeo, deve commentare,
analizzare con freddo distacco il senso e la riuscita degli intrighi partoriti
dalle menti della Marquise de Morteuil e di Valmont. Con molta sagacia narrativa
e visiva il regista Stephen Frears nel film tratto dalle Liaisons,
fa uscire, nella scena finale, dallinterno del gilet sbottonato sul
petto delleroe, colpito a morte dalla spada di Danceny, un pacco di
lettere macchiato di sangue quasi a indicare la trasformazione dellinchiostro
nero e secco come i giudizi freddi e distaccati affidati alle missive dal
visconte libertino coperti ora dal rosso sangue caldo come la sua passione
per la Présidente de Tourvel
[3]
.
Da: Le
Polémoscope, tragicommedia di Giacomo Casanova, con introduzione, edizione
critica del testo francese, traduzione italiana a fronte e note a cura di
Gius Gargiulo, Alessandria, Edizioni dellOrso, 2004.
22 aprile 2003
La Repubblica Letteraria Italiana. Letteratura e Lingua italiana online. www.repubblicaletteraria.it
[1]
1735-1814.
Feldmaresciallo austriaco, corrispondente di Federico II, Goethe, Rousseau
e Voltaire, amico di Casanova; sposò nel 1755 Francisca, principessa del
Liecthtenstein . Cfr. G. Casanova
de Seingalt, Histoire de ma
vie. Texte intégral du manuscrit original, suivi de textes inédits, édition présentée et établie par Francis Lacassin, Paris,
Robert Laffont, 1993, collection Bouquins, Tome 1, p. 450.
[2]
Cfr. p.
Choderlos de Laclos, Les Liaisons
dangereuses, Paris, Flammarion, 1964, pp. 175-176.
[3]
Cfr. Dangerous
Liaisons, film inglese a colori, durata: 2h, del 1988, con la regia
di Stephen Frears ricavato dalladattamento teatrale delle Liaisons
Dangereuses di Laclos, ad opera di Chrisopher Hampton. Interpreti: Glenn
Close (Marquise de Merteuil) John Malkovich (Valmont), Michelle Pfeiffer,
Kanu Reeves, Uma Thuman.