Ode barbara Su Monte Mario di Giosue Carducci

dai versi alla musica 2016

Solenni in vetta a Monte Mario stanno
Nel luminoso cheto aere i cipressi,
E scorrer muto per i grigi campi
Mirano il Tebro,
Mirano al basso nel silenzio Roma
Stendersi, e, in atto di pastor gigante
Su grande armento vigile, davanti
Sorger San Pietro.
Mescete, amici, il biondo vino, e il sole
Vi si rifranga: sorridete, o belle:
Diman morremo.

Le Odi barbare (1877-1889), costruite su altrui modello metrico, rappresentano il culmine della sperimentazione carducciana. Barbare le chiamò il poeta; perché la lingua italiana, all’interno del metro classico - latino e greco - sarebbe risuonata barbara, agli orecchi degli antichi. Carducci è un poeta classico che sa di muoversi in un tempo in cui il Verismo impera, sorge il Decadentismo e l’arte classica è morta. Imbevuto di cultura, egli dedica grande attenzione alla tecnica; ma la metrica antica era costruita su vocali lunghe o corte, mentre in italiano contano gli accenti. Su Monte Mario il pessimismo assale il poeta. Nel vino, che si fa ancora più biondo ai raggi del sole, egli fugge alla memoria delle miserie del presente. Non arriva a Monte Mario il frastuono della città. Si ergono ritti i cipressi, in una atmosfera di silenzio non sereno. Maestosi, e vigilanti su Roma, come su un gregge sparso, stanno i marmi immutabili della cupola di San Pietro. Un paesaggio fermo. Un velo funebre. Un tempo sospeso.

Concorso per Coro a Cappella, sui versi di Carducci. I primi 11 versi dell’Ode Su Monte Mario sono il tema del 1° Concorso “Monte Mario” - per una composizione inedita per Coro a Cappella - riservato a studenti e a neo diplomati dei Conservatori Musicali d’Italia. Hanno promosso e organizzato il Premio:
- l’Associazione “Amici di Monte Mario” – onlus, nata il 28 maggio 1969 con fini di promozione sociale, civica e culturale dei quartieri di Monte Mario. Da 47 anni pubblica il periodico “Monte Mario”
- l’Associazione Coro Santa Chiara - oggi, Coro Sant’Agnese (a Piazza Navona) - formatosi a fine anni ’70, per iniziativa di monsignor Gianni Todescato, allora parroco di Santa Chiara. Il coro è oggi diretto dal Maestro Paolo Teodori. Il repertorio spazia dal ‘500 ai giorni nostri.
Membri della giuria i professori: Antonio Di Pofi, Giovanni Rago, Giancarlo Rostirolla, Francesco Telli e Paolo Teodori.


I vincitori del 1° Concorso “Monte Mario” per Coro a Cappella:
Primo classificato: Giuseppe Zampetti, studente del Conservatorio di Santa Cecilia in Roma. (Senza titolo).
Secondo classificato ex aequo: Michael Romio, diplomato in Organo e Composizione organistica presso il Conservatorio E. F. dall’Abaco di Verona. Titolo: Madrigale a 5 voci nel modo locrio.
Secondo classificato ex aequo: Giordano De Nisi, studente del Conservatorio di Santa Cecilia in Roma. Titolo: I cipressi.

Esecuzione dei brani vincitori e premiazione, a Roma, il 5 febbraio 2016, nelle sale dei quattrocenteschi Casali Mellini che sorgono ai piedi dell’Osservatorio Astronomico di Monte Mario. Le sale sono state concesse, per l'occasione, dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale.
Ha eseguito i tre brani vincitori il Coro del Conservatorio Alfredo Casella, composto da studenti dei corsi accademici del Conservatorio “Alfredo Casella” di L’Aquila. E’ diretto dal Maestro Rosalinda Di Marco. Il Coro si è esibito anche con l’orchestra Sinfonica Abruzzese e con la Filarmonica dell’Adriatico. Ha partecipato al “Concerto per il Giubileo”, nell’Aula “Paolo VI”, alla presenza di Papa Francesco.

Giosue Carducci, Poesie scelte, Zanichelli, 1965 (Con riproduzione dela firma di Carducci. Il segno che si vede sulla e di Giosue non è un accento, ma appartiene alla C maiuscola di Carducci)

Disputa su un accento. Si scrive Giosuè oppure Giosue Carducci? Si sa che Carducci fu segnato all’anagrafe come Giosuè, e tale nome egli utilizzò per molto tempo. Ma negli ultimi anni si firmava Giosue, senza l’accento. Trovato il suo nome, di sua mano vergato, su una sua lettera autografa, ho optato per la versione senza accento. In Ebraico il nome Yehoshua, abreviato in Yeshua oppure in Yoshua, si scrive senza accento. Ma in Aramaico il nome di Nostro Signore prese l’accento e diventò Yeshuà, da cui deriva il notro Gesù. Quindi sarebbe corretto scrivere Giosuè Carducci, perché Giosuè è in, nella nostra lingua italiana, la versione corretta. Ma qui parliamo di Carducci, che fece della purezza classica una continua e appassionata ricerca stilistica. Perché non contentarlo, e chiamarlo Giosue?
(f. s.)

Cartoline di Carducci

6 febbraio 2016

Riceviamo questo messaggio:

Come premiato al Concorso Monte Mario, volevo ringraziare l’organizzazione che ha sostenuto questa bellissima iniziativa artistica, nonché il coro che ha eseguito i brani e il caloroso pubblico.
Il mio madrigale "I Cipressi" prende le mosse dallo studio sul madrigale antico, in particolare quello monteverdiano. Dopo un’accurata analisi dello stile compositivo del passato, ho pensato che il testo del Concorso (L'ode barbara di Carducci) poteva essere trattato come un antico testo madrigalistico: ho quindi cercato di tradurre in musica tutti quei termini che ammettevano una trasformazione in termini musicali, non tralasciando però l’interesse sul piano armonico e melodico. Devo ammettere che sono molto contento del risultato ottenuto.
È stato un grande piacere per me poter ascoltare ciò che ho composto su carta: credo che per un compositore non ci sia nulla di più emozionante che sentire dal vivo le proprie creazioni. Grazie,
Giordano De Nisi


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