Lettere
di Papini a Riccardo Del Giudice
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di Fausta Samaritani
Pubblichiamo
qui, per la prima volta, queste cinque lettere, osservandone lordine cronologico.
Da notare il passaggio dal voi, al più familiare tu.

6, via Guerrazzi
Firenze
11 Luglio 1940, XVIII.
Caro
Del Giudice,
ebbi
la vostra arguta epistola aretina, ebbi gli auguri per San Giovanni. E a tanta
cortesia ho risposto col silenzio!
Ma
ricordatevi chio sono, prima di tutto, un vecchio e tenace omo
selvatico e, di più, mezzo cieco, come sapete. Mi dovete, dunque, perdonare,
tanto più che dovete esservi ormai accorto
Di
alte cose parlammo, quella sera, alla mensa di Bargellini ma spero che potremo
presto riprendere il discorso e ricondurlo assai più innanzi. E se mi scriverete
su quegli argomenti che vanno al di là del Gentilesimo vi risponderò con maggiore
sollecitudine.
Credetemi
Affettuosamente
vostro

10, via Guerrazzi
Firenze
16 Gennaio 1941. XIX
Cara
Eccellenza,
ho,
è vero, dodici lustri, ma ho sempre una gran voglia di lavorare per la gloria
di Dio e della mia Patria.
Accolgo
perciò, con animo grato, laffettuoso vostro augurio.
Vostro
aff.mo

10, via Guerrazzi
Firenze
16 Nov. 1942. XXI
Cara Eccellenza, ora soltanto vengo a sapere della sciagura che ha percosso il vostro cuore di figlio. Al vostro giusto dolore non pretendo porger lenitivi di parole, sia pur sincere. Ma so per esperienza che in tali momenti il calore degli affetti prossimi è dolcezza, anche se non rimedio. Ho per voi amicizia vera e stima grande. Forse non vi dispiacerà sapere che in questi giorni penso a voi con più intima simpatia.
Affettuosamente
vostro

10, via Guerrazzi
Firenze, 23 Dic. 1942 XXI
Palazzo Strozzi telefono 27-728
Caro
Del Giudice,
son
felice che tra noi sia nata una più intima familiarità. Meglio ti conosco
e più scopro le tue rare e alte qualità di mente e di cuore. E necessario,
anche per il bene dellItalia, che gli uomini di buona fede e di buona volontà
si riconoscano e si affratellino.
Ti
ringrazio per le notizie che mi hai comunicato per le cose fiorentine.
A
te e alla Signora i miei auguri sinceri per la festa della Natività.
Tuo
affmo
10, via Guerrazzi
Firenze
21 marzo 1943, XXI
Caro del Giudice, da settimane penso e desidero di scriverti. Non mè riuscito prima di oggi (troppe faccende e poca luce.) Avrei voluto dirti subito la mia gioia per la tua liberazione, la mia speranza che tu possa più di prima raccoglierti e concentrarti, la mia certezza che tornavi al tuo lavoro, allo studio amoroso dei problemi che più attraggono il tuo spirito sereno eppure inquieto. Ma non ho il tempo, purtroppo, di scriverti a lungo come vorrei. Perdonami. E credi sempre alla fedele amicizia del tuo
1 Giugno 2003
Il
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