Un disegno di Leonardo, a Venezia, al Gabinetto Disegni e Stampe delle Gallerie dell'Accademia

Proporzioni umane secondo Vitruvio disegnate da Leonardo

Le proporzioni umane, secondo Vitruvio, disegnate da Leonardo

Il testo scritto da leonardo

 

Il disegno di Leonardo noto come Le proporzioni umane secondoVitruvioè conservato a Venezia, nel Gabinetto Disegni e Stampe delle Gallerie dell'Accademia (cat. 228), dove arrivò nel 1822. Su un foglio bianco, ora ingiallito dal tempo, Leonardo utilizzò la punta metallica, la penna e l'inchiostro e rifinì con tocchi di acquerello.

L'immagine è stata scelta per la moneta italiana da 1 Euro.

Nella parte superiore del foglio si legge, di mano di Leonardo:

Vetruvio architetto mette nella sua opera d’architettura che lle misure dell’omo sono dalla natura disstribuite in questo modo. Cioè che 4 diti fa un palmo e 4 palmi fa un piè; 6 palmi fa un cubito, 4 cubiti fa un homo, e 4 cubiti fa un passo e 24 palmi fa un homo; e cqueste misure son né sua edifizi. Se ttu apri tanto le gambe che ttu cali da capo ¼ di tua altezza, e apri e alza tanto le braccia che colle lunghe dita tu tochi la linia della sommità del capo, sappi che ’l cientro a sinistra e a destra della scala metrica delle stremità delle aperte membra fia il bellico, e llo spazio che si truova infra lle gambe fia triangolo equilatero diti palimi palmi diti.

 

Nella parte inferiore del foglio Leonardo ha scritto:

Tanto apre l’omo le braccia ne’ le braccia, quanto è lla sua alteza. Dal nasscimiento de’ capegli al fine disotto del mento è il decimo dell’altezza de l’omo. Dal disotto del mento alla sommità del capo è l’ottavo dell’alteza de l’omo. Dal disopra del petto alla sommità del capo fia il sexto dell’omo. Dal disopra del petto al nasscimiento de capegli fia la settima parte di tutto l’omo. Dalle tette al di sopra del capo fia la quarta parte dell’omo. La magiore larghezza delle spalli contiene in sé la quarta parte dell’omo. Dal gomito alla punta della mano fia la quarta parte dell’omo. Da esso gomito al termine della ispalla fia la ottava parte d’esso omo. Tutta la mano fia la decima parte dell’omo. Il membro virile nasscie nel mezo dell’omo. Dal disotto del pié al disotto del ginochio fia la quarta parte dell’omo. Dal disotto del ginochio al nasscimiento del membro fia la quarta parte dell’omo. Le parti che ssi truovano infra il mento e ’l naso e ’l nasscimiento de’ capegli e quel de’ cigli, ciascuno spazio per sé è ssimile agli orecchi, è ’l terzo del volto.

 

Sotto la figura Leonardo ha tracciato una scala graduata, in cui sono indicati i diti e i palmi. 

Il disegno appartenne a Francesco Melzi; fu poi nella collezione del cardinale Cesare Monti e nel 1770 passò nelle mani di Venanzio de Pagave, segretario del governo di Milano sotto Maria Teresa d’Austria. Suo figlio lo vendette nel 1807 a Giuseppe Bossi che lo cedette nel 1822 all’Accademia di Venezia.

 

Nel Libro III di De Architectura Vitruvio sostiene che nessun edificio sacro può essere costruito, senza che l’architetto preveda una perfetta simmetria tra le parti della costruzione, la stessa simmetria che si riscontra nelle membra di un homo bene figuratus. Esamina quindi le proporzioni del corpo umano, misurandolo in diti, palmi, piedi e cubiti. Un’opera architettonica perfetta, in particolare un tempio, per Vitruvio doveva dunque rispettare le esatte proporzioni fra ogni singola parte e l’insieme.

Disegnando il corpo umano, in piedi e con braccia e gambe allargate, e iscritto in due figure perfette, il cerchio il cui centro è l’ombellico e il quadrato, Leonardo rappresenta l’immagine esatta dell’uomo bene figuratus. Per disegnare questa figura umana, tracciata con insolita precisione, Leonardo non ha utilizzato la tecnica dello spolvero, come hanno dimostrato sofisticati esami riflettografici. Il disegno, che ha un effetto cinetico, rappresenta la visione del microcosmo umano in rapporto equilibrato con l’ordine cosmico, tema caro alla tradizione platonica e neoplatonica. L’uomo di Vitruvio, oggi assurto a simbolo della civiltà occidentale, potrebbe anche essere un ritratto di Leonardo.

 

Leon Battista Alberti

1 Marzo 2002

Il Portale letterario della Repubblica Letteraria Italiana www.repubblicaletteraria.it

Pubblicato sul CD-Rom La Repubblica Letteraria online, N. 1 della Collana Web-ring Letterario, diretta da Fausta Samaritani, 2005 (2° edizione)

Messo in rete il 29 ottobre 2015