Statuti per
una Repubblica Letteraria Italiana
2001
di
Fausta Samaritani
Che
cosa è una Accademia?
Unadunanza
di letterati che, in certi giorni dellanno con uno o due ragionamenti
sopra qualche materiale e con vari sonetti ed altri versi recitati, esercitano
il loro sapere, la loro vena.
Sono
utili le Accademie?
Il fine può essere stato nobile
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Versi e poi versi; e in una parola solamente certe bagattelle canore
sono il massiccio delle nostre accademie. Sicché tutta le fatica degli accademici
si riduce ad andare a caccia di un breve applauso e ad incantare per unora
le pazienti orecchie degli ascoltanti.
Nelletà
del manierismo e del marinismo la punta dellironia affonda in una
facile preda. Le nostre Accademie _ continua Muratori _ sono
fonte di transitorio diletto che gli accademici, letterati maturi,
usurpano alla giurisdizione de giovanetti scolari, al
solo scopo di accattare plausi. Perché non sono trattate in queste
adunanze, oltre alle piacevolezze, anche materie più luminose e argomenti
utili a chi parla e a chi ascolta?
La pompa
della sola poesia non ha altra virtù che quella de fiori, bastanti a ricrear
la vista, ma non a pascer la fame de letterati veri.
Muratori
non vuole la morte, ma una riforma drastica delle Accademie italiane. Accenna
ad alcune che, fuori del coro, coltivano studi di poetica e regole della
lingua italiana; a poche altre che si interessano di erudizione ecclesiastica,
di filosofia sperimentale e morale, di geografia. Le Accademie dovrebbero
per Muratori fare a gara per sostenere lo sviluppo delle scienze e delle
arti, a gloria della nazione. LEuropa tutta godrebbe allora
di una trasmigrazione delle lettere, come è accaduto in secoli passati,
prima che la cultura della età barocca inaridisse, a suo giudizio, le fonti
della nostra letteratura. Muratori insiste su questo punto:
Ora
noi, che appunto bramiamo restituire in Italia al loro primo splendore,
anzi illustrate maggiormente le lettere, vorremmo poter destare glingegni
tuttavia dormigliosi e accrescere coraggio e stimoli a chi già veglia e
corre.
Una
lettera circolare
Le
parole qui citate sono tratte dalla famosa lettera di Lamindo Pritanio ai
generosi letterati dItalia che porta il titolo Primi disegni della
repubblica letteraria dItalia esposti al pubblico. Muratori la
scrisse, la datò Napoli 1703 e, celandosi dietro lo pseudonimo Lamindo Pritanio,
la inviò ai primi del 1704 a centinaia di destinatari, sparsi in tutta Italia.
La proposta di Muratori consiste nella creazione di una sola Accademia,
ovvero di una lega tra tutte le Accademie italiane esistenti, di
una ideale repubblica di spiriti e di letterati illuminati che, retti da
regole semplici e armoniche, prudenti e spedite, dedichino ogni sforzo
alla rifondazione di una comune cultura nazionale. Nel manifesto programmatico
di Muratori era specificato che oggetto di questa unione tra letterati era:
Perfezionare
le arti e le scienze col mostrarne, correggerne gli abusi e collinsegnare
luso del vero.
Il
severo erudito modenese auspicava che le accademie italiane si liberassero
di novizi, o poetastri, o cervelli fievoli, o sfaccendati e al loro
posto offrissero la scranna a scienziati veterani. Né bastava
scegliere accuratamente gli uomini che dovevano costituire lelemento portante
del progetto di riforma; bisognava anche:
Eleggere
protettori e ministri convenevoli di questa ideale repubblica, troncar le
strade allambizione, allinvidia e spezialmente alle brighe di coloro che
senza merito vogliono entrar a parte dei titoli ed onori, che debbono essere
solamente riserbati ai degni cittadini di questa repubblica.
Governo della repubblica letteraria
Larconte,
scelto tra i letterati, deve possedere buon gusto e agire con prudenza.
Le sue doti principali sono la diligenza e lacutezza.
Egli è chiamato a diffondere nuovi lumi per ampliare gli orizzonti
della nostra letteratura. A vantaggio della comunità degli studiosi, farà
ogni sforzo per pubblicare nuove opere scientifiche e letterarie.Tutti i
membri di questa comunità ideale sono chiamati a distribuire aiuti
e osservazioni utili. Due censori provvederanno alla correzione e approvazione
dei testi selezionati. Muratori è del parere che:
La varietà degli scrittori
e de pensieri indirizzati alla meta stessa renderebbono più compiutamente
eseguita la nostra comune intenzione.
Ludovico
Antonio Muratori raccomanda i vantaggi della grammatica, o sia dellarte
del parlare, elencando le principali lingue che sono italiano, latino,
greco ed ebraico. Parliamo italiano _ egli annota _ ma siamo figli del latino,
che in Europa è la lingua più usata in ambito scientifico, nei tribunali
e nelle scuole. In greco sono scritti libri sacri e profani
indispensabili alla nostra cultura e formazione. In ossequio alle Sacre
Scritture non bisogna abbandonare lo studio dellebraico. Ognuno farà
del suo meglio per scrivere, se non con molta eleganza, almeno senza
difetti ed errori in quella lingua che più gli piacerà. Non possiamo
esimerci dallobbligo di rinnovare la cultura italiana _ insiste Muratori_
rendendo sempre più gloriosa la nostra lingua e dolcemente sforzando
i letterati e i popoli lontani ad impararla. Raccomandazione preziosa
e oggi di grande attualità, in unera di frontiere aperte e di grande
circolazione di popoli e di culture.
tra
la seccaggine e lostinata sofisticheria
de vecchi peripatetici e la forse smoderata e sospetta audacia o novità
de moderni, possono le menti acute ritrovar mille vie di giovare alla fisica,
e alla verità.
Muratori
lancia uno strale contro la medicina, a suo dire
così
faconda, sì dotta, sì conoscente di tutti i mali e de rimedi
loro nelle sue cattedre, ne suoi libri, in una parola nella sua
teorica; e poi tanto priva, non già di parole, ma di fatti nella pratica
e nella cura deglinfermi.
Sono
ammessi nella repubblica dei letterati anche i giuristi, poiché la giurisprudenza,
pura per se stessa nelle scuole, ha mille difetti nella pratica dei
tribunali; difetti che è compito del potere politico emendare. I letterati
si limiteranno a suggerire di purgare la giurisprudenza di
tante
sentenze comuni fra lor contrarie, di tanti autori, che vagliono più ad
avviluppare che a decidere le questioni.
In
totale apertura verso il mondo delle scienze, Muratori illustra i pregi
della matematica, della meccanica, della geometria, della nautica, dellottica,
delle fortificazioni militari, dellidraulica, dellastronomia, della geografia,
della cartografia. Sono materie esatte, fondamentali, indispensabili, ricche
di risorse infinite.
Anche
i testi di teologia, scolastica
e morale, attendono di essere purgati ed emendati da abusi, frange
e filastrocche appiccatele da certi commentatori barbari ed ambiziosi,
per tornare alla purezza della dottrina dei SS. Padri e ai decreti e concili
della Chiesa di Roma. La cura della teologia dogmatica e della teologia
polemica (che tratta delle controversie con i gentili e gli eretici) spetta
al contrario alla Chiesa, che la esercita secondo gli insegnamenti delle
Sacre Scritture. Suggerisce Muratori di approfondire
Queste
discipline sono comprese nella erudizione profana. Muratori avverte
la necessità di ampliare i confini dellerudizione, nella speranza che nuove
scoperte nellambito dellEvo antico e del Medioevo _ epoca a quel tempo
disprezzata come barbara e oscura _ diano agli studiosi lillusione di
rimirar
facilmente, come con gli occhi propri, lantico mondo.
Fausta Samaritani
Una
Repubblica Letteraria Italiana nel 1704
2001
di Fausta Samaritani
Sarebbe questa un'unione, una repubblica, una lega di tutti i più riguardevoli letterati d'Italia, di qualunque condizione e grado e professori di qual si voglia arte liberale o scienza, il cui oggetto fosse la riformazione e l'accrescimento d'esse arti e scienze per benefizio della cattolica religione, per gloria dell'Italia, per profitto pubblico e privato.
Scriveva in questi termini, nel 1704, Ludovico Antonio Muratori _ con lo pseudonimo Lamindo Pritanio _ proponendo ai generosi letterati d'Italia la costituzione di una Repubblica Letteraria Italiana.
Ora noi recheremo avanti le nostre idee pertinenti alla costituzione di questa nuova repubblica, alle sue leggi, al suo governo, proseguiva Muratori, con intenzion poi di aspettare il prudente parere di ciascuno degl'invitati sopra le cose proposte, acciocché dalle diverse mire e speculazioni di tutti i particolari più sicuramente si tragga un regolato sistema di quel comune, che si sarà per noi lievemente abbozzato.
Muratori prevedeva l'elezione di Arconti, cioè reggenti, tra i quali potevano essere ammessi unicamente coloro che avevano dato prova di sé, almeno con un libro che fosse parto d'ingegno e non opera di schiena. Escludeva quindi i grafomani e i versaioli, allo scopo di proteggere la nuova Repubblica dalla invadente influenza dei nobili mecenati. Due Censori avrebbero affiancato gli Arconti e vigilato sui criteri di ammissione dei letterati.
La Repubblica Letteraria Italiana doveva promuovere lo studio della grammatica, dell'oratoria e delle quattro principali lingue, cioè italiano, latino (lingue vive) e greco ed ebraico (lingue della tradizione).
Lasciamo, dico, continuava Muratori, la libertà a ciascuno di scrivere, purché non male, o in latino o in italiano. Ma contuttociò desidera e raccomanda la repubblica a' nostri letterati che adoperino piuttosto e per quanto è possibile l'idioma nostro volgare. [...] Noi non possiamo servir meglio alla gloria dell'Italia, che è un de' primi oggetti della nostra confederazione, quanto col rendere sempre più gloriosa la nostra lingua e dolcemente sforzando i letterati e i popoli lontani ad impararla.
Fausta Samaritani
20
febbraio 2001 e 26 luglio 2001
La Repubblica Letteraria Italiana. Letteratura e Lingua Italiana online
www.repubblicaletteraria.it