Due lettere
di Roberto Bracco a Luigi Albertini ![]()
Ricerca
di Fausta Samaritani
La Stampa e il Corriere della Sera, che allinizio del Novecento erano i quotidiani più autorevoli e diffusi, facevano a gara per avere le migliori firme, per assicurarsi la collaborazione dei letterati più illustri. Nella corrispondenza del direttore del Corriere Luigi Albertini (oggi allArchivio centrale dello Stato, Roma_ Eur) appare evidente quanto i rapporti con gli scrittori fossero difficili e insidiosi, anche se era sempre dobbligo rappresentare insieme a loro, per lettera, uno scenario intessuto di formale cortesia.
Nel fascicolo di Roberto Bracco (Fondo Luigi Albertini, sc. 3, f. 50) ci sono due sole lettere, inedite, che trascriviamo:
I
«Illustre Albertini,
il mio amico
Ojetti, che mi vuole troppo bene, a mia insaputa, ha creduto opportuno di
riferire a lei alcune mie considerazioni. Egli ora mi scrive: «Io mero
permesso, per togliere fra te e il Corriere ogni equivoco possibile,
di accennare anche alla questione generale tanto francamente da te postami.
E da Milano mi si risponde. Io non so perché il Bracco debba lamentarsi del
Corriere. Tempo addietro si trattò tra noi di fare articoli pel Corriere.
Accettammo volentieri e gli offrimmo anche un compenso non disprezzabile,
che, se ben ricordo, Bracco accettò. Ma, dopo dallora, egli non si fece
più vivo se non sulla Stampa. Oramai, naturalmente non si potrebbe
più parlare di collaborazione nel Corriere, ma ciò non significa affatto
che questo possa averla con lui.»
Visto che Ella,
illustre Albertini, è stato sempre verso di me cortesissimo, mi preme
di chiarire lequivoco. Ricordo anchio le amicali trattative, le
quali furono come un corollario dellaffettuoso scambio di lettere a
proposito della mia doverosa iniziativa, che dette a Napoli lonore di
avere un Teatro Giacosa e che legò per sempre la mia città al nome
del caro artista insigne. Ed è vero che col Corriere io, dallora,
non mi feci più vivo. Ma, in verità, in tutto questo tempo io non ho scritto
che pochissimi articoli, punto divertenti, non adatti al Corriere.
Sono stati articoli dindole esclusivamente letteraria che soltanto in
giornali letterari potevano trovar posto. La Stampa mi chiese con insistenza
lusinghiera il permesso di pubblicare alcune mie novelline, non tutte inedite,
e giacché mi offriva condizioni molto vantaggiose, io_ che vivo col lavoro_
accondiscesi. Se la medesima richiesta mi fosse stata fatta dal Corriere,
io sarei stato ugualmente felice di accondiscendere. Lo avrei fatto per una
sincera deferenza verso di Lei, perché non certo la troppo disinvolta
superficialità con cui legregio bibliografo del Corriere aveva
parlato della mia produzione novellistica avrebbe potuto invogliarmi a pubblicarne
qualche saggio in questo giornale. A me dispiace molto che lamico Ojetti le abbia rivelate le mie confidenzialissime
lamentazioni. Ma, visto che lo ha fatto a fin di bene, io gli perdono lindiscrezione,
e, intanto, per la verità, do a lei qualche chiarimento. Io non feci
che chiedere allamico Ugo un consiglio per evitare che nel Corriere
fosse pubblicato un altro articolo del genere di quello che mi fu elargito
alcuni anni or sono. Gli dicevo che avrei preferito o un semplice annunzio
o il silenzio. Come vede, i miei desideri dautore erano molto
limitati. E neppur questi avrei avuti se il mio editore Sandron non mi avesse
pregato e strapregato di provvedere al Corriere. Che dovevo fare? Non
potevo certamente tentar di sfruttare la cortesia chElla mi ha sempre
addimostata, né potevo, ipnoticamente o telepaticamente, impedire allegregio
bibliografo di valutare la mia produzione novellistica come quella dun
giovane di belle speranze. Non ho mai conosciuti i mezzi coi quali simpone
lammirazione.
Mi perdoni
la lunga cicalata _ che mè stata necessaria per non essere frainteso
_ e accolga i miei ossequi e i miei saluti affettuosi.
Roberto
Bracco »
Su carta intestata:
Via Santa Teresella degli Spagnoli_ 28 Napoli
Indirizzo telegrafico: Roberto Bracco_ Napoli
Dal tono della
lettera seguente si comprende che ogni equivoco con il Corriere della
Sera era stato felicemente superato.
II
«Illustre Albertini,
ella è con
me molto molto gentile; e la sua cordiale cortesia mi lusinga assai più dun
articolo laudativo, che, del resto, le ripeto, io non ho mai preteso, né sperato.
Ho soltanto
desiderato _ non lo nego _ il rispetto che si deve a chi lavora, ahimè!, da
tanti anni! E ho detto di preferire il silenzio a un articoletto sciorinato
in tono
dincoraggiamento. E neppur questo avrei mai detto a nessuno
se il mio fervoroso editore non mi rimproverasse troppo spesso di non occuparmi
abbastanza dei miei libri.
Intanto, egli
scrive di non aver mandato ancora i miei due nuovi volumi al Corriere.
Io li mando a Lei, non per il Corriere, ma per la sua libreria. Se
riuscirò a darle un quarto dora di svago, ne sarò lietissimo.
Una stretta
di mano dal suo devoto e affezionato
P. S.
Ho il torto
di confondere sempre tra loro i nomi dei fratelli Albertini. Si chiama Alberto,
lei? Se non si chiama Alberto, mi perdoni lerrore.»
Su carta intestata:
Via Santa Teresella degli Spagnoli_ 28 Napoli
Indirizzo telegrafico: Roberto Bracco_ Napoli
Le due lettere
non hanno data, ma
Aveva compiuto
i primi passi come paroliere per canzoni napoletane; poi aveva pubblicato
poesie in napoletano e scritto il libretto per l
Quando Bracco firmò il contratto con il Corriere della Sera forse intravedeva un nuovo filone, in cui sarebbe stato un protagonista: il cinema. Scrisse il soggetto originale per tre film: L'Avvenire in agguato (1915), Nei labirinti di un'anima (1916) e Le Due Marie (1917). Dal 1912 al 1920 molti film furono tratti da suoi lavori teatrali o da sue novelle. I film Piccola fonte e Don Pietro Caruso _ storia di un uomo misero che vive tra il gioco e il vino e ritrova la dignità nel colpo di pistola con cui vendica lonore della figlia _ furono interpretati da Francesca Bertini. Dal dramma Sperduti nel buio fu tratto nel 1914 un film, diretto da Nino Martoglio, che rappresentava la risposta del realismo popolare di Bracco alla vuota enfasi dannunziana.
2 ottobre 2002
Il Portale Letterario della Repubblica Letteraria Italiana www.repubblicaletteraria.it