Pino Strabioli ne I cavoli a merenda, partitura da “Sto”

di Silvia Giordani

 

Cavolo, pianta erbacea della famiglia delle Crocifere. Cavoli a merenda, un fatto, un’azione fuori luogo. Qui, però, partitura, attore, burattini sono tutt’altro che fuori luogo e con burattinai, musiche e costumi piacciono e divertono, tanto da strappare subito risate fra gli spettatori adulti e da parte del pubblico bambino, cronologicamente parlando, presente in sala. Sono piccole scene di vita quotidiana lievi e intelligenti che sfociano nell’ironico e nel surreale, tratte da Sergio Tofano, conosciuto anche come “Sto”.

Di Tofano autore ricordiamo i libri stampati di recente da Adelphi Il teatro di Bonaventura, La principessa dalle lenticchie, Storie di cantastorie, I cavoli a merenda e Qui comincia la sventura del signor Bonaventura, con quel Milione che oggi, se in Euro, ognuno di noi vorrebbe vincere.

 

Pino Strabioli ci racconta  in modo lieve la storia di Checco… povero Checco…, del bambino muto poliglotta, di Raferonzoli, il paese dove fu inventato l’attaccapanni; ci diverte con le vicende giudiziarie di due paperi e ci ricorda quanto sia incantato e insieme disincantato il mondo di Sergio Tofano.

Strabioli deve l’idea di riscoprire e riproporre il grande Sto a Paolo Poli che ha affiancato nei Viaggi di Gulliver, tratti da Jonathan Swift, per due stagioni, prima di riprendere la sua collaborazione con la televisione che oggi alterna al teatro con il programma “Aspettando Cominciamo bene”, con cui porta su Raitre personaggi dello spettacolo. Ne I cavoli a merenda Strabioli non è solo sulla scena, ma è affiancato da Giuseppina Volpicelli, burattinaia di tradizione, che fa rivivere la collezione di sua madre, Maria Signorelli, e da Andrea Calabretta, con la partecipazione di Giovanna Cucinotta. Le musiche originali sono di Gionni Dall’orto e la regia è di Italo Dall’Orto. Scene, costumi, burattini e ombre sono di Isabella Montani. Francesco Mazzei presta la sua voce al tenore Piritùllera.

« frequentando principesse dalle lenticchie, bambini poliglotti, tenori e violinisti – scrive Strabioli nel programma dello spettacolo – ascoltando storie di cantastorie, rivivendo “il teatro all’antica italiana”, quando i fondali erano di carta, riscoprendo l’arguzia, l’ironia sottile, la raffinata intelligenza di . Un omaggio, un piccolo tributo, un pensiero dedicato al grande Sergio Tofano, figura centrale nella storia del nostro spettacolo, attore brillante, primattore, illustratore, autore, regista, pittore.»

I cavoli a merenda, che hanno circa ottant’anni, sono freschi come le verdure appena raccolte dell’orto.

 

Pino Strabioli ne I cavoli a merenda, Partitura per attore e burattini da Sergio Tofano. Dopo un mese e mezzo di repliche al Flaiano di Roma, lo spettacolo sarà a dicembre 2003 a Orvieto, nel decennale della riapertura del Teatro Comunale.

                                                                                      Silvia Giordani

3 novembre 2003

La Repubblica Letteraria Italiana www.repubblicaletteraria.it

 

Zibaldone

 
Alcune fra le più note vicende di Guerino in Meschino

Di Guerin detto il Meschino
le vicende ognuno sa:
sa che il globo corse, fino
alle estreme estremità.
Degli Oceani giunse al fondo,
delle nubi in sommità,
tutto vide il mappamondo,
da Saluzzo al Canadà.
Vinse mostri, sfidò flutti,
per un pelo non fu re…
Ma se è storia nota a tutti,
raccontarvela _ perché?

Tutti sanno che una volta
per andare a Zanzibar,
gli successe che a una svolta
sbagliò strada in mezzo al mar;
sbagliò strada: prese a destra,
e doveva a manca andar,
cosicché la via maestra
più non seppe ritrovar.
Corse l'onde come matto,
giorni, mesi, anni… finché…
Ma se noto a tutti è il fatto,
raccontarvelo _ perché?

Da: Sergio Tofano Storie di cantastorie, Adelphi Edizioni, 1991, p. 23