Ugo Foscolo critico letterario 2000

di Vincenzo Laforgia

Ugo Foscolo svolse una notevole attività critica, inizialmente tuttavia discontinua e disorganica. Possiamo dire che quella sua attività abbia seguito un certo approssimativo disegno e si sia intensificata solo nell'ultimo periodo della vita dello scrittore, cioè durante l'esilio londinese.

Una non trascurabile parte delle sue valutazioni critiche è compresa nelle varie opere artistiche, specialmente nelle sue lettere, dove appaiono giudizi più o meno estesi su vari temi. Abbiamo un saggio sulla Chioma di Berenice di Callimaco e scritti sulle traduzioni di Omero. Rivestono un notevole interesse la sua prolusione al corso di eloquenza a Pavia nel 1808, Sulla origine e sull'ufficio della letteratura e le cinque lezioni pavesi, riunite sotto il titolo Discorsi sulla lingua italiana.

Le opere critiche cosiddette "londinesi " trovano una premessa nel "Gazzettino del bel mondo", così intitolato dall'editore Orlandini, e che il Foscolo aveva concepito con il titolo di Lettere dall'Inghilterra, ricordando Giuseppe Baretti, che appunto in Inghilterra lo aveva preceduto e del quale Ugo Foscolo ebbe grande considerazione. Quest'opera, incompleta e non sistematica, che avrebbe dovuto presentare un parallelo e un confronto fra la società inglese e quella italiana, in forma di lettere inviate al conte Cicogna, è come la matrice di ogni successivo giudizio critico (come l'Ortis per le opere poetiche che gli succederanno).

Si è definito il "Gazzettino del bel mondo" una "nebulosa intellettuale ", dalla quale, come da un insieme di appunti, Ugo Foscolo trasse tutta la critica.

Ricordiamo, fra le opere maggiori, i Saggi sul Petrarca, nati probabilmente dalle conversazioni che Ugo Foscolo intrattenne con una delle figlie del baronetto Russel, la casa del quale egli frequentava. Questo è l'elenco delle sue opere critiche: Saggio sull'amore del Petrarca, Saggio sulla poesia del Petrarca, Saggio sul carattere del Petrarca, Parallelo fra Dante e Petrarca, Saggio sul testo della Commedia, Saggio storico sul testo del Decamerone, Della nuova scuola drammatica in Italia, Saggio sulla letteratura contemporanea, comprendente sei profili critici, Saggio sulla letteratura periodica in Italia, Saggio sui poemi narrativi e un breve saggio su antiquari e critici.

Ugo Foscolo scrisse inoltre articoli diversi come le Donne erudite, e Dei viaggi classici.

La critica foscoliana è ancora vincolata al Settecento, ma si protende verso Francesco De Sanctis, più nuova che vecchia. Suoi presupposti sono Giambattista Vico e Vittorio Alfieri: Vico, per le sue concezioni sulla genuinità primitiva del poeta e per la poesia come fattore storico di una nazione; Alfieri per l'interpretazione della poesia come esercizio di libertà.

Il principio informatore della critica foscoliana è sintetizzato in una breve formula dello stesso autore: Il lettore nell'atto stesso di ragionare col critico non ha da cessar mai di sentire col poeta.

Questi postulati, il vichismo, l'alfierismo, la concezione del critico mediatore non fanno capo ad un'estetica, e ovviamente, senza una estetica non è possibile critica organica. Da ciò deriva la frammentarietà dell'opera critica foscoliana. Si tratta insomma di sporadiche felici intuizioni, come era avvenuto per i critici del Settecento.

Caratteri della critica

Esigenza di conoscere il poeta attraverso la ricerca della sua verità più profonda, e quindi lo studio delle condizioni storiche in cui il poeta operò: cultura, religione, spazio sociale, situazione politica, leggi, istituzioni, consuetudini: tutto ciò indagato con estrema attenzione. Questa operazione costituisce la critica storica intorno ad un poeta. A ciò va aggiunta la ricerca della sua storia interiore, cioè l'indagine sulle sue esigenze, passioni, situazioni affettive e pensiero. Questa si definisce come critica psicologica.

La critica storica era già adulta quando vi si accinse Ugo Foscolo; della critica psicologica fu proprio lui l'iniziatore.

La critica foscoliana ha il pregio di mettere insieme i due aspetti: per esempio, dopo aver considerato i tempi di Dante, Foscolo si avvicina al poeta con la sua esperienza di poeta. Laura del Petrarca è una immagine di donna che il poeta rincorre tutta la vita.

Non trascurabili comunque, i limiti di questa critica: frammentarietà, ripetizione di giudizi impiantati più volte, l'ansia passionale che offusca la limpidezza e il giudizio, la incompiutezza di certi profili critici che possono essere conclusi solo mettendo assieme passi sparsi qua e là su varie pagine, lo spazio non molto ampio della sua cultura che lo obbliga a riferirsi sempre agli stessi testi e agli stessi passi, infine l'autobiografismo che incide fortemente sull'esattezza del giudizio.

Egli anticipa Francesco De Sanctis nel vedere il poeta slegato da posizioni filosofiche, operante come singolarissima individualità, che tuttavia risulta dai propri impulsi e dalla temperie del suo tempo congiuntamente.

Vincenzo Laforgia

5 Dicembre 2000

Ugo Foscolo traduttore di Omero e di Laurence Sterne Ugo Foscolo Saggi sopra il Petrarca

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