Foscolo nel 1819 s’innamorò pazzamente di quella Caterina Russell

Ugo Foscolo Saggi sopra il Petrarca

Ugo Foscolo Saggi sopra il Petrarca

Ricerca di Fausta Samaritani 

 

Per i tipi di Rocco Carabba, editore a Lanciano, nella collana Scrittori nostri curata da Giovanni Papini furono editi i Saggi sopra il Petrarca, pubblicati in inglese da Ugo Foscolo nel 1820-23. Fu utilizzata la classica traduzione in italiano di Camillo Ugoni.

Riproduciamo la prefazione di Papini, comprese le note a fondo pagina, traendola dall’edizione del 1928.

 

«Di Foscolo critico è noto soprattutto il Discorso sopra la Divina Commedia ch’è certo, per tempi in cui fu scritto, un miracolo di avvedutezza e di sagacia, specie se lo paragoni colle fantasmagorie e cabale dantesche di un altro italiano esule in Inghilterra, del Rossetti.

Ma i Saggi sul Petrarca che il Foscolo scrisse, come il discorso sulla Commedia, in Inghilterra, non sono, per quanto poco noti, meno notevoli. Nacquero dall’amore e l’auspicio fu ottimo trattandosi di lirica amorosa. Il Foscolo cominciò a occuparsi deliberatamente del Petrarca nel 1819, quando s’innamorò pazzamente di quella Caterina Russell nota agli studiosi di cose foscoliane sotto il nome di Calliroe. “Il padre della ragazza – racconta il Chiarini – avvertì per tempo il poeta: – Badate che Carolina vi farà un giorno o l’altro girare la testa; – ma poco giovò. Il poeta, che spiegava alla signorina le poesie del Petrarca, forse sperò di fare con le sue spiegazioni girare invece la testa a lei. L’amante di Laura, che era stato il suo introduttore in casa Russell, lo avrebbe anche aiutato a trovare il lato vulnerabile del cuore di Carolina. Le prime lezioni del Foscolo alle giovini Russell (Caterina e Carolina) dovettero essere intorno all’amore del Petrarca; e l’argomento si prestava agevole agli intendimenti del maestro”. [1] Come tutti sanno la Russell non si lasciò vincere né dalla poesia del poeta morto, né dall’eloquenza del poeta vivo e fu questo uno dei grandi dolori del Foscolo – e purtroppo non l’ultimo.

Nello stesso anno 1819 egli compose un saggio sul Petrarca che dette all’Edimburgh Review, ma siccome questa tardava a pubblicarlo nel 1820 lo fece stampare per conto suo in 8 esemplari. Una parte di quest’articolo, che il Foscolo ritirò dall’Edimburgh Review e dette al Murray, fu pubblicata nel 1821 nella Quarterly Review. [2] Ma egli rifuse ben presto quell’articolo e ne trasse quattro saggi de’ quali fece fare nel maggio del 1821 una magnifica edizione a soli dodici esemplari. Il Foscolo aveva pensato di dedicare questi saggi a quella che li aveva ispirati, a Carolina, e scrisse infatti l’Ode a Calliroe (1820) che doveva servire di dedica. Ma quando il volume fu pronto ogni speranza di amor corrisposto era interamente perduta. Il poeta si trovò imbarazzato, ma seppe salvare le convenienze: “Diede un esemplare del libro a ciascuno dei membri della famiglia Russell; e soltanto nell’esemplare destinato alla Carolina e in quello che si tenne per sé mise l’ode a Calliroe con innanzi questa epigrafe: tratta dal Milton: “La sua forma era velata. Ma all’estatico mio sguardo – Amore, dolcezza, bontà splendevano nella sua persona. – Ahimè! – mi svegliai”. [3]

Nel gennaio del 1823 pubblicò, presso il Murray l’edizione definitiva dei Saggi. Eran quattro, come nell’edizione del 1821, e sol leggermente ritoccati. “L’edizione definitiva dei Saggi fu dedicata dal poeta a Lady Dacre, come alla persona il cui aiuto lo aveva, più e meglio degli altri, messo in grado di presentare il suo libro al pubblico inglese. Se l’amore per la Russell aveva fatto germogliare quel libro nella mente del poeta, l’amicizia di Lady Dacre aveva contribuito a perfezionarlo. Il Foscolo teneva molto, e con ragione, a questo suo lavoro, ch’era il più geniale di quanti avesse composti e componesse poi in Inghilterra.”

Questi Saggi furon tradotti in italiano da quel Camillo Ugoni che tanto fece per la fama del Foscolo e furon compresi nelle varie edizioni delle opere del Foscolo. Noi seguiamo quella che resta ancora la migliore, cioè quella fiorentina del Lemonnier, dove i Saggi occupano le pp. 1-131 del vol. X, cioè il I dei Saggi di critica Storico-Latteraria. [4]

Confidiamo che questa ristampa non riuscirà discara agli italiani: non sempre avviene che un gran lirico innamorato si metta a spiegare un altro gran lirico innamorato.

G. P.»

31 dicembre 2006

Ugo Foscolo critico letterario Ugo Foscolo traduttore di Omero e di Laurence Sterne

La Repubblica Letteraria Italiana www.repubblicaletteraria.it

Pubblicato sul Cd-Rom: La Repubblica Letteraria Puntoit, N. 5 della Collana Web-ring Letterario, a cura di Fausta Samaritani, edizione la Repubblica Letteraria, 2007

Messo in rete il 19 ottobre 2015

Si prega di non copiare


[1] G. Chiarini, La vita di U. Foscolo, Firenze, G. Barbera, 1910, p. 373.

[2] Una traduzione italiana, col titolo Petrarca e Laura, comparve nell’Antologia (genn. febbr. 1823).

[3] Chiarini, p. 385.

[4] Sul Foscolo critico si veda lo studio di Cl. Urbinati, Di alcuni caratteri della critica letteraria del Foscolo, Bologna, A. Garagnani, 1907 – sui Saggi petrarcheschi vedi, per altre notizie, E. Levi (Bibliofilia, 1909).