Aeropittori e Aeropoeti in tempo di guerra 
Le liste di Sua Eccellenza Marinetti
Ricerca di Fausta Samaritani
21 luglio XIX (1941)
Caro Pavolini,
Grazie a nome dei miei amici Aeropoeti e Aeropittori futuristi esaltatori della nostra grande guerra multifronte e di Mussolini. Nellelenco mancavano questi artisti meritevoli e in miseria grave.
Corrado Forlin aeropittore Monselice. Aldo Giuntini musicista Marina di Carrara.Verossi aeropittore Scalone S. Bartolomeo Verona. Sante Monachesi aeropittore Piazza in Lucina Roma.
Ti sarei molto grato se manderai a ognuno almeno 4.000 lire pensando ai molti loro debiti strangolatori della loro arte.
Tento riposarmi al mare per ordine dei medici. Affettuosi saluti fascisti
Villa Pellizzi Forte dei Marmi
Questa lettera, indirizzata ad Alessandro Pavolini, ministro della Cultura Popolare, si conserva oggi allArchivio centrale di Roma, tra le carte del Gabinetto del Miniculpop (Ministero della Cultura Popolare), nel fascicolo 190 che è intestato: Le Liste di S. E. Marinetti. Contiene la documentazione inerente ai sussidi elargiti dal Ministero della Cultura Popolare a favore di alcuni artisti futuristi, bisognosi di un aiuto economico, il cui nome era indicato espressamente da Marinetti. Gli artisti estranei al futurismo venivano sostenuti economicamente secondo procedure diverse.
Come rispose Pavolini a questo nuovo elenco? Con questa nota, a matita: «Uff! No, come gli altri». In tempi di magra, Marinetti pretendeva davvero troppo.
Nella lista, inviata da Marinetti il 29 dicembre 1941, cera il nome di questi artisti e filosofi futuristi, per i quali, dopo aver vagliato accuratamente gli urgenti bisogni economici e le loro benemerenze letterarie artistiche e specialmente quelle patriottiche fasciste, consacrate alla indispensabile esaltazione della vittoriosa nostra guerra Mussoliniana, Marinetti chiedeva un sussidio di almeno 3.000 lire:
Giacomo Giardina (aeropoeta), Franco Ciliberti (filosofo), Piero Ravasenga (filosofo), Bruno Scrivo (aeropoeta), Magda Korompay (aeropittrice), Baldo Mariotti (aeropittore), Maria Procacciante (scrittrice), Gerardo Dottori (aeropittore), Franca Corneli (scrittrice), Renato Di Bosso (aeropittore), Giuseppe Terenzio (aeropoeta), Aldo Giuntini (musicista), Corrado Forlin (aeropittore), Gina Piacenti (scrittrice), Aldo Righetti (pittore), Alberto Sartoris (architetto), Ugo Pozzo (aeropittore), Angelo Caviglioni (aeropittore), Armando Zamboni (scrittore).
Nello stesso fascicolo 190 si conservano altre lettere.
Scriveva a Pavolini il pittore Sante Monachesi, da Roma, il 10 dicembre 1941:
In risposta alla Vostra pregiata del 5 c. m. Vi ringrazio dellinteressamento e Vi comunico che mi è giunto il permesso di partire, dal giorno 8 c. m., per una base aerea di guerra. Dovendo però anche fare il viaggio che ammonta a circa lire 800 e date le mie condizioni finanziarie precarissime non sono potuto partire.
Mi permetto rivolgermi allEccellenza Vostra per un aiuto attraverso lacquisto di una mia opera da parte di codesto ministero o attraverso un sussidio straordinario che mi permetta di provvedere al bisogno.
Nella speranza che quanto sopra venga benevolmente accolto anticipatamente ringrazia
Monachesi Sante
A mano, la lettera porta questa nota: «Preparare un assegno da L. 1.200 e ricevuta e prendere nota per mandare poi al Duce un appunto complessivo di tutto». Unaltra nota manoscritta, datata 23 dicembre 1941, su un altro foglio: «Preparare subito assegno L. 1.200 e ricevuta per il pittore Di Bosso Renato, che va presso un Aeroporto di guerra. Faremo poi un appunto al Duce complessivo.»
La nota, poi mandata a Mussolini il 23 febbraio 1942, era questa: «Si sottopone alle alte determinazioni del Duce la proposta di accordare un contributo di lire 1.200 ai seguenti pittori del gruppo Marinetti: Ambrosi, Verossi, Monachesi, Di Bosso e Menin, che si sono recati per un breve periodo presso aeroporti di guerra per trarre spunti per loro opere.»
Sante Monachesi (Macerata 1910-Roma 1990), era uno scultore autodidatta che aderì al Futurismo. Tra il 1933 e il 1935 espose nelle Marche opere di aeropittura e di aeroscultura. Nel 1935 partecipò alla Quadriennale di Roma, nel 1936 fu per la prima volta alla Biennale di Venezia e nel 1937 alla Esposizione universale di Parigi. Con Bruno Tano scolpì plastici polimaterici per il Quisibeve di Roma, sperimentando nuovi materiali. Nel 1936 seguì il corso di Scenografia alla Scuola Cinematografica di Roma.
Renato Di Bosso (Righetti) (Verona 1905-Arbizzano in Valpolicella 1982), suggestionato da Boccioni, nel 1930 eseguì la sua prima sintesi plastica futurista. Nel 1933, con Scurto, scrisse il Manifesto futurista sulla cravatta e il macchinesimo. Espose alla Biennale di Venezia, alla Quadriennale di Roma e a mostre futuriste, con sculture polimateriche, aeropitture, xilografie e tavole rotative. Con Alfredo Gauro Ambrosi, nel 1942 pubblicò Eroi macchine ali contro nature morte.
Alfredo Gauro Ambrosi (Roma 1901-Verona 1945), dopo un periodo a Rio de Janeiro, dove lavorò come ritrattista, tornato in patria aderì al futurismo. Promosse il gruppo futurista veronese Boccioni e sottoscrisse vari Manifesti. Visse otto anni a Roma, dove entrò in contatto con lingegner Gianni Caproni di Taliedo _ soprannominato da dAnnunzio fabbro di ali_ che fu il suo mecenate.
Laccademico Marinetti era appena tornato dal fronte russo, dove si era recato come volontario. Chiese un urgente colloquio con Mussolini. L8 aprile 1942 pronunciò un famoso discorso allAccademia dItalia, per magnificare leroismo dei nostri soldati schierati sulle sponde del Don. Nellambito della propaganda di guerra, questa geniale idea, maturata nella mente di F. T. Marinetti, piacque a Mussolini: mandare un gruppo di aeropittori in un aeroporto di guerra, in modo che, a contatto con aeroplani e con piloti, maturassero sul campo una esperienza diretta dei voli di guerra, da mettere poi in pratica in nuove esemplari opere pittoriche. Lo scopo non era quindi documentare una cruda realtà, ma acquisire suggerimenti emotivi e plastici dalla visione diretta della guerra aerea, dalle acrobazie degli aeroplani, dalle luci improvvise delle bombe esplose ed esprimere poi questi suggerimenti in aeropittura, cioè attraverso una rappresentazione sintetica e dinamica del volo. Laeropittura doveva trascendere la reale prospettiva aerea ed esaltarsi verso un nuovo traguardo estetico, allargando gli orizzonti della logica, trasfigurando tempo e spazio, moltiplicando le sensazioni del moto nellaria, proiettando un universo simultaneo e sovrapponendo e roteando i paesaggi sorvolati, atomi di vita trascurabili e impercettibili alla nuova sensibilità aerofuturista, come spiegava il Manifesto della aeropittura, scritto da Mino Somenzi nel 1931.
Gli artisti partirono dunque per la Sicilia, foraggiati dal Ministero della Cultura Popolare e ospitati dal Ministero dellAeronautica. Laeroporto prescelto era quello di Palermo, dove funzionava un nuovissimo sistema di rilevazione fotografica a raggi infrarossi, di fabbricazione tedesca.
Scriveva Renato Di Bosso, a gennaio 1942, a Pavolini, datando la lettera da un aeroporto della Sicilia:
Eccellenza,
mentre arricchisco la mia esperienza aeropittorica, prendendo parte a voli di guerra sul Mediterraneo centrale, Vi porgo i miei ringraziamenti per la sovvenzione concessami.
Con la mia migliore stima Vi saluto
Anche i poeti avevano tratto beneficio dalla consuetudine con la guerra. La lirica, tipograficamente deformata, allinsegna del paroliberismo e della rappresentazione dinamica, anzi simultanea della sonorità, si esprimeva in agglomerati di lettere. Le parole, svincolate dalle righe, si evolvevano verso una rappresentazione pittorica.
Giacomo Giardina, a gennaio 1942 mandò al ministro Pavolini questa eroica Istantanea di guerra, sulle ali di un ricordo della guerra dAfrica:

Gennaio: estate di guerra
sabbia sabbia sabbia in fiamme
Viveri viveri viveri esplosivi per la fame dei cannoni
puntati verso il nemico sazio gonfio:
300 anime SCONFITTE partono
per lAltra vita in pace con i Santi
Silenzio bianco fra le stelle
fiori semprevivi
Volti nuovi volti neri bianchi gialli
enorme setaccio umano inglese
forato da pallottole italiane!
TRICOLORE scrive BATTAGLIA GLORIOSA col sangue
R r r r r r r r r r r
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Ta taata ta ta ta ta ta ta ta ta ta ta ta ta
M i t r a g l i a m e n t o b a s s a q u o t a
oltre linee nemiche:
[&]
Grato del sussidio accordato, Alfredo Gauro Ambrosi scrisse al ministro Pavolini, il 14 febbraio 1942:
Eccellenza,
Vi ringrazio per la sovvenzione di lire 1.000 inviatami, che mi permette, almeno in parte, di equilibrare le spese sostenute nella mia permanenza a scopo di studio in un aeroporto di guerra, che, come ebbi a riferire al mio ritorno al dott. Bernabei, si protrasse per circa un mese e mezzo. Ho raccolto molto materiale dimpressioni e dappunti che, unitamente alla mia esperienza in questi soggetti aerei, di oltre 15 anni di lavoro, non dovrebbe mancare di dare nuovi risultati. Credo pure daver dimostrato tutto il mio entusiasmo dartista esaltante la guerra, con quattordici ore di volo e partecipando a voli di guerra (naturalmente a mio rischio e pericolo). Non credo che altri artisti faranno altrettanto.
Posso pur dire daver potuto fermarmi così a lungo per completare le mie esperienze daeropittore grazie alla generosa ospitalità del ministero dellAeronautica e collaiuto personale dellamico Cons. Naz. Italo Bresciani. Ora, Eccellenza, dovrei molto lavorare per presentare alla prossima Biennale di Venezia quadri chesaltino lAla Italiana _ quadri di guerra, di propaganda puramente darte, e, so che si fa molto affidamento sulle mie opere, ma disgraziatamente, ora, le mie possibilità economiche, non mi danno i mezzi di dedicarmi con una certa tranquillità alla realizzazione di queste opere.
Vi prego, Eccellenza, di gradire tutta mia più devota ammirazione
Oltre agli aeropittori, furono ospiti dellAeronautica anche gli aeropoeti.
Il tono delle richieste in denaro si fece più piagnucoloso.
Questa domanda, in data Roma 10 giugno 1942, fu spedita da Elemo dAvila (al secolo Alessandro Finocchi) ad Alessandro Pavolini, ministro del Miniculpop:
Il sottoscritto giornalista, scrittore combattente, che ha sempre fatto umilmente il suo dovere sia durante la campagna del fronte occidentale sia nel fronte interno, senza sbandierare meriti avuti o promessi, chiede per iscritto allEccellenza Vostra di essere ascoltato!
E cioè: due mesi or sono andai inviato speciale presso i nostri Reparti operanti della R. Aeronautica, partecipando a voli di guerra, su invito dellAccademico dItalia Marinetti, e fui ben lieto di assolvere ancora una volta il mio dovere, nulla chiedendo allinfuori di un assegno, prestabilito, di lire 1.200 sulle quali attendo ancora dal R. Ministero della Aeronautica il rimborso di lire 620 di viaggio!!! Fo altresì presente che la sola divisa fascista (senza parlare dei punti) costò alte 500 lire!!!
Dal fonte, ho inviato allEnte Stampa varii articoli, che secondo una dichiarazione fattami per iscritto dal suo Presidente, non mi saranno retribuiti, poiché io già percependo un assegno di lire 1.000, come Voi certamente sapete, a causa delle mie difficoltà finanziarie non lievi, ho il dovere _ un altro dovere! _ di inviare gratis et amore le corrispondenze di guerra _ anche se dovessero costare, in linguaggio povero, la pelle! _.
Ora, Eccellenza, io non temo né le alee della guerra né le privazioni della pace; ma dati i tempi assai duri che tutti gli Italiani attraversano, io chiedo non per me, ma per la mia famiglia, e cioè mia moglie ed una tenera figlioletta di appena quindici mesi, bisognosa di cure e di cibo sostanziale, che una volta tanto, come fu fatto due anni or sono e più, subito dopo il conflitto, di concedermi _ e credo di non chiedere tanto né cosa gravante eccessivamente sui bilanci del Vostro Ministero _ una sovvenzione di lire mille fosse a titolo soltanto di tutte le corrispondenze di guerra inviate gratuitamente allEnte Stampa ed ad altri giornali di provincia, senza mai nulla chiedere. Aggiungete che io sono nuovamente alla vigilia di essere richiamato!
Spero nella pronta comprensione fascista e squadrista di V. Eccellenza. Con ogni gratitudine
Filippo Tommaso Marinetti, non era forse sostenuto economicamente dal Ministero della Cultura Popolare?
La risposta è no.
Negli anni della guerra, sicuramente fino a luglio 1943 _ e sono rimaste le regolari ricevute, tutte firmate da Marinetti _ egli incassò ogni mese 15.000 lire di sussidio: una cifra ben superiore a quella elargita, nello stesso periodo, a Curzio Malaparte che al Miniculpop chiamavano il grande canguro. Mussolini ebbe però laccortezza di utilizzare, per Marinetti, non il regolare canale ministeriale, appositamente organizzato per finanziare gli uomini di cultura, bensì un fondo spese di diversa natura che era alle dirette dipendenze di un uomo di specchiata fede fascista.
(a cura di Fausta Samaritani)
26 Marzo 2003
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