Ex libris della Biblioteca Arnaboldi di Carimate XIX secolo (Coll. F. Samaritani) www.repubblicaletteraria.it
SOMMARIO
Enrico Malato Un nuovo periodico di studi danteschi
Note e discussioni_ Notizie dell’ “Edizione Nazionale dei Commenti danteschi”_ Rassegna di studi danteschi_ Recensioni e Schedario
Da: La nostalgia che “volge il disio”. Lettura del canto VIII del “Purgatorio” di Enrico Malato:
[…] La doppia perifrasi per indicare l’ora del tramonto _ e oltre e più che l’ora, il sentimento del tramonto, proprio dell’uomo angosciato e trepidante quando la luce del giorno si va spegnendo _ ha anche implicita valenza di similitudine, mirata a definire l’atmosfera del momento e del contesto in cui si svolgono gli eventi appresso descritti. E’ prossima a compiersi la prima giornata di Dante nel Purgatorio, sullo spirare di domenica 10 aprile del 1300: Pasqua di Resurrezione (e occorrenza del primo Giubileo della storia cristiana). Mentre egli si accinge, dietro suggerimento di Sordello, a trovare un posto riparato dove passare la notte, insieme con i suoi accompagnatori, tutte le anime che affollano quel secondo balzo dell’antipurgatorio si dispongono a rendere omaggio a Dio e ad invocare con la preghiera la protezione contro l’oscura minaccia del buio che incombe, figura della negazione della luce divina e delle tenebre della coscienza non illuminata dalla grazia di Dio. Non è solo la rituale preghiera della sera di tutti i credenti. La scena _ con l’arrivo degli angeli e la comparsa e successiva fuga del serpente _ si sviluppa come un “mistero sacro”, un episodio di quella drammaturgia sacra medievale che soleva rappresentare attraverso un più o meno complesso simbolismo profonde verità di fede, cui le ripetute interruzioni contribuiscono qui a dare grande risalto all’economia generale del canto, senza darle una dimensione soverchiante rispetto agli altri elementi che lo costituiscono: la digressione sul sovrasenso allegorico, i due colloqui con Nino Visconti e con Currado Malaspina, l’intermezzo sulle tre stelle che nel cielo della sera hanno sostituito le quattro stelle del mattino. […]
Esperienze Letterarie Rivista trimestrale di critica e di cultura fondata e diretta da Marco Santoro, a. xxv (2000), n. 3-4 (Luglio-Dicembre) Pisa-Roma, Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali. Numero doppio, nel cinquantenario della morte di Cesare Pavese
Da: Marco Santoro, Per Cesare Pavese:
Romanziere, poeta, saggista, traduttore, consulente e dirigente editoriale, responsabile di periodici e di collane, Cesare Pavese ha espresso una varietà di presenze sulle quali in passato si è cimentata più che legittimamente lacribia dei critici, anche se talvolta con approdi significativamente influenzati o da presunzioni metodologiche oppure da suggestioni eccessivamente personali.[&] Le ragioni [della attualità di Pavese] consistono nella profonda consapevolezza della duplice esemplarità del caso-Pavese: esemplarità delluomo, dellintellettuale e dello scrittore, così legato ai problemi, al clima, alle tensioni della sua contemporaneità ma nel contempo anche così problematicamente sospeso sui sentimenti, contraddizioni, interrogativi, sgomenti propri dellessere umano, ed esemplarità della sua "fortuna" nella critica e presso il pubblico. [&]
Da: Giorgio Barberi Scotti, Il ragazzo e lavventura: "Feria dagosto":
[&] Già "La vigna" è da riferire a tuttaltro che al tipico luogo delle Langhe, con la realtà dei filari, del lento maturare delle uve, della vendemmia, del trionfo del vino. Sha da pensare piuttosto al mito dionisiaco, quello che è alternativo nel modo più radicale rispetto alla città ordinata e ragionevole, alla parola lucida e armoniosa, alla sapienza della vita. La poetica di Pavese allude a scritture simboliche, a riflessioni rivelatrici che lo scrittore scopre e sviluppa oltre i giudizi della ragione, della storia, della filosofia, quali nei libri di sempre si ritrovano autorizzati e consacrati. [&] Il protagonista di "Nudismo" riporta lapparizione della donna che lo vede, ma indifferente, estranea, perché troppo esperta degli eventi del sesso, mentre egli esce dalla scarsa corrente del Belbo [&].
Cino Bozzetti La Bormida morta, incisione, 1934
Da: Elio Giaonola, "Feria dagosto": alle origini della "prima volta":
[&] Agosto è il mese della feria e delle feste, quando si accendono i falò sui gerbidi e nelle stoppie, mentre le bande suonano nei paesi sulle colline e le donne allestiscono grandi pranzi che durano fino a notte. [&] Agosto dunque come lindeterminata estate campestre e infantile, "vacanza" nel senso pieno del termine, aperta a tutti gli stupori e a tutte le rivelazioni. [&] La fuga alla ricerca del mare, a lungo fantasticata nei meriggi bruciati, si realizza di notte, e proprio per la spinta offerta dal grande falò che brucia una cascina, creando unatmosfera deccezione, tra eccitata e sgomenta, che sovverte i ruoli e incita alla trasgressione, come se si trattasse di una festa sui generis (alla cascina cè stato uno sposalizio e, dopo lincendio, si è mangiato e bevuto). [&]
Da: Marziano Guglielminetti e Silvia Savioli, Un carteggio inedito tra Cesare Pavese e Mario Bonfantini:
[&] Si presenta come uno scambio epistolare di carattere editoriale, scarni sono i riferimenti allamicizia che dovette legare i due corrispondenti. [&] E particolarmente significativo quanto accadde nella primavera del 50, quando i saggi sullOttocento francese di Bonfantini sono rifiutati dallEinaudi. Informatolo della cosa, Pavese accenna alla probabile conoscenza, nella redazione della casa editrice, di un doppio intervento non favorevole alla, nel frattempo uscita, antologia sulla letteratura italiana del Novecento sempre del Bonfantini. [&]
Da: Anco Marzio Mutterle, Una forma virtuale di "Lavorare stanca":
[&] Abbiamo così voluto rimontare, procedendo dalla sequenza dei fogli di bozze, e non senza consapevolezza della rischiosità delloperazione, un "Lavorare stanca" che non esiste. Nostra tesi è che già a metà degli anni Trenta lo stile di Pavese era dotato di una duttilità che gli consentiva di rifarsi e risemantizzarsi, fissando in stereotipi il proprio linguaggio, e insieme trasformandolo e facendolo crescere. [&]
Da: Gianni Venturi, Letteratura e vita. Per ricordare Cesare Pavese (ed Elio Vittorini):
[&] Ma il chiasso era insostenibile: il pavesismo, la moda di uno scrittore che attraverso lesperienza esistenziale dell"amour fou" aveva varcato il confine tra la vita e larte, che aveva riconosciuto che lunica necessità del dover essere risiedeva nel non scrivere più:
Tutto questo fa schifo.
Non parole. Un gesto. Non scriverò più.
(da Il mestiere di vivere, 16 agosto 1950)
che il compito dello scrittore _ se tutto era stato detto e non si poteva costruire la vita come scrittura _ era di far tacere la vita e lopera, stava per diventare una chiave di lettura pericolosissima per cui lesperienza pavesiana era e diventava un pre-testo. [&] Ora, questo silenzio che non è più solo degli addetti ai lavori, si allarga ad un pubblico che non legge più Pavese per le stesse ragioni uguali e contrarie per le quali lo leggeva troppo e male fino a quindici anni fa. [&]
Altri interventi su Cesare Pavese: Carmine Di Biase, Linconsolabile Orfeo in Cesare Pavese. Giuditta Isotti Rosowsky, Pavese: il romanzo deludente. Antonio Sichera, Pavese nei dintorni di Yoice: le "due stagioni" del "Carcere". Francesca Billiani, Cesare Pavese in Gran Bretagna e Irlanda: 1949-2000. Piero Dal Bon, Sulla fortuna di Pavese in Spagna. Pierre Laroche, La réception de Pavese en France. Mark Pietralunga, La fortuna di Pavese negli Stati Uniti (1990 al presente).
Rubriche e Indici: Rassegne. Spoglio delle riviste. Per un censimento di riviste di italianistica. Indice quinquennale 1996-2000. Indice annata.
Il Portale Letterario della Repubblica Letteraria Italiana. Letteratura e Lingua Italiana online. www.repubblicaletteraria.it
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