Massimo d’Azeglio, direttore della Regia Pinacoteca 
Ricerca di Fausta Samaritani
La vita di Massimo Taparelli d’Azeglio (1798-1866) si snoda tra pittura, storia e politica. A Torino, nel 1831, mentre dipingeva il quadro della Disfida di Barletta, pensò anche di raccontarne la storia. Ne parlò a Cesare Balbo che approvò l’idea. Nacque così il romanzo Ettore Fieramosca, seguito nel 1841 da Niccolò de’ Lapi. D’Azeglio iniziò poi La Lega lombarda, ma si fermò all’ottavo capitolo. I moti di Rimini del 1845 gli suggerirono l’argomento Degli ultimi casi di Romagna. Aiutante di campo del generale pontificio Durando, nella prima guerra di Indipendenza, fu ferito a Monte Berico. Dopo la sconfitta di Novara divenne Primo Ministro e fece approvare il trattato di pace. Scelse Cavour come ministro e sostenne le leggi “Siccardi”, dettate contro i privilegi del clero. Nel 1852 lasciò la poltrona di Primo Ministro a Cavour; viaggiò poi come plenipotenziario e iniziò a scrivere I miei ricordi che dovevano servire come esempio di virtù ai giovani, ma che, fermi al 1845, uscirono postumi.
Alcuni documenti che lo riguardano si conservano a Roma, all’Archivio centrale dello Stato. Li trascriviamo. Si tratta di una pratica burocratica che riguarda la nomina di Carlo Arpesani a restauratore della Reale Galleria dei Quadri, della quale Massimo d’Azeglio era il direttore generale in carica. I documenti si conservano nel Fondo della Casa di S. A. R. il Principe di Napoli, f. 79. sf. 2.
Le prime due lettere, scritte da d’Azeglio su carta intestata della Direzione Generale delle Reali Gallerie, portano la sua firma autografa; la terza lettera invece, da lui ricevuta, è presente nel fascicolo come copia conforme.

Illusmo Sigr Pron Colendmo,
Stante avvenuto decesso del Sigr Viannelli ristauratore de’ quadri della R. Pinacoteca essendo d’uopo di provvedere al rimpiazzo di tal impiego con una persona che, oltre alla perfetta conoscenza dell’arte difficile del ristaurare li dipinti, sia altresì nota e provata per illibatezza di carattere, trovai esser riuniti i precisi requisiti nella persona del Sigr Arpisani, il quale in più lavori che già da me gli vennero affidati (pei quali non la buona volontà del Sigr Viannelli ma l’età sua faceva difetto) se ne disimpegnò ognora nella maniera la più soddisfacente, anzi tale, che nessun altro, a giudizio mio, potrebbe stargli a confronto, in quanto al morale poi, e dalle informazioni sugli antecedenti, e da modi suoi a me palesi da parecchi anni, lo additano qual persona ben nata, data esclusivamente al suo lavoro, e sulla cui probità si può riposare tranquilli, requisito questo generalmente necessario, ma nella presente occorrenza indispensabile.
Si è perciò ch’io ho l’onore di proporre alla S V I il suddo Sig Arpisani per succedere nella summenzta carica, persuaso che Ella, portata qual è a pro della R Pinacoteca, sarà per approvare la scelta da me fatta a puro vantaggio della stessa, e pregiomi rinnovarle i sensi della distinta mia considerazione

Illus.mo Sigr Pron Colendmo,
Giusta quanto ella mi chiede nello stesso pregmo di Lei foglio mi fo premure di comunicarle le istruzioni da me date al do Sr Arpisani sulla paga vantaggi ed obblighi inerenti al suo posto cioè:
1° Mediante lo stipendio d’annue £ 1000. esser esso tenuto a prestar i suoi servizj in pro della Rle Galleria per mesi Tre (pei restanti lavori che occorressero vengono pagati, come si praticò finora coll’antecessore, dietro parcella vidimata dal direttore, e qui piacemi far notare alla S V I come la convenzione fatta col Vianelli assegnavagli soltanto mesi Due di servizio obbligatorio per la R Galleria).
2° Essergli concesso l’alloggio di cui già godeva il Vianelli.
3° Essere tenuto alla più scrupolosa e continua sorveglianza ogniqualvolta vengono tolti di luogo e ricollocati i quadri che si concedono copiare agli studenti di pittura, sorveglianza che frequentemente deve pure rinnovarsi pel tempo che i quadri rimangono fuori del sito loro per tal oggetto.
Le regole di condotta, la delicatezza del suo impiego, sono pure state da me toccate, benché già conoscessi andar esso a paro colla sua valentia.
E’ pure stato avvertito di presentarsi a cotest’Ufficio onde prestarvi il dovuto giuramento.
Pregiami frattanto rinnovare alla S V Illma i sensi della mia riconoscenza e distinta considerazione
Il Direttore della Rle Galleria
Massimo d’Azeglio
La lettera che d’Azeglio aveva ricevuto era firmata dal Ministro e accompagnava la copia conforme del Decreto Reale di nomina di Carlo Arpisani, firmato da Vittorio Emanuele e controfirmato da Costantino Nigra. Il testo è questo:
All’ Illus.mo Sig Direttore Generale della Reale Galleria dei Quadri
Chi scrive mentre prega V. S. Illus.ma a mandar copia delle succitate istruzioni a questo Ministero l’invita a fare curare la rimessione del predetto Decreto al Sig. Arpisani, il quale dovrà quindi presentarsi a quest’Ufficio per prestare il dovuto giuramento
Il Ministro
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